Continua l’inarrestabile ondata di sbarchi in Sicilia dove ieri sono arrivati altri 3.300 migranti. Sono 266 quelli già a Lampedusa, dove approdano altri 200 salvati dalla nave San Giorgio nell’abito dell’operazione «Mare Nostrum». Tra gli ultimi arrivati ci sono i circa 250 immigrati che erano a bordo di un peschereccio scortato dalle autorità maltesi e poi affidati a quelle italiane in prossimità di Marina di Ragusa. Parte di un afflusso inarrestabile sulle coste siciliane. Oltre tremila è il conteggio aggiornato Destinazioni soprattutto Pozzallo e Porto Empedocle. Ma anche Lampedusa, da dove però il sindaco Giusi Nicolini attraverso Twitter, mette le mani avanti, e fa sapere: «Il nostro centro è chiuso e ripartiranno subito». Versano tutti in buone condizioni di salute i 210 migranti, tra cui 172 uomini, 32 donne e 6 bambini, soccorsi questa mattina dalla guardia costiera di Pozzallo (Ragusa). Le persone, di nazionalità eritrea e tunisina, sono giunte alle 12.25 nel porto di Pozzallo a bordo di un motopesca in legno lungo circa 14 metri, assistito durante la navigazione dalle motovedette CP 304 e 284. L'imbarcazione era stata individuata durante le prime ore del mattino a circa 30 miglia da Pozzallo, dove le due unità della guardia costiera sono state immediatamente dirottate per prestare soccorso. Una volta giunti sul punto, su coordinamento della sala operativa di Pozzallo, le due motovedette hanno scortato l'imbarcazione in legno, in condizione di affrontare la navigazione, fino all'arrivo in porto. Nel corso del trasferimento la guardia costiera ha assistito costantemente i migranti, evitando il verificarsi di eventuali incidenti legati alla sicurezza. Di fronte all’emergenza degli sbarchi l’Italia continua a chiedere che l’Europa si assuma le sue responsabilità. Il ministro dell’Interno, Angelino Alfano, minaccia di defalcare il costo dell’operazione Mare Nostrum dai contributi che il nostro Paese dà all’Unione europea, mentre il ministro della difesa Roberta Pinotti chiede che l’Ue «non sia soltanto quella dei vincoli per i pescatori ma anche quella che ci consente di affrontare il problema dell’immigrazione con una condivisione. L’Italia non deve rimanere più sola». nei giorni scorsi è intervenuta anche la Chiesa cattolica, con il presidente della Cei, Angelo Bagnasco: «se l’Europa vuole presentarsi come “casa comune” e non un insieme di interessi dove chi è più forte prevale, non può tirarsi indietro e guardare infastidita». Dall’inizio dell’anno sono oltre 40 mila i migranti sbarcati sulle coste italiane, la grande maggioranza partiti dalla Libia. È dunque ormai vicino il traguardo delle 43 mila persone sbarcate complessivamente in Italia in tutto il 2013. I minorenni non accompagnati, cioè senza un familiare, arrivati dall’inizio del 2014 sarebbero secondo alcune stime più di 1.300, che si sono andati ad aggiungere ai circa 5.350 già presenti nelle strutture di accoglienza per minori stranieri dislocate su tutto il territorio nazionale. Un problema, quello della gestione dei minori stranieri soli, di cui si sta parlando intensamente, in questi giorni, in un Tavolo di coordinamento nazionale tra Ministeri, Regioni, enti locali e associazioni. I Comuni, sui quali grava in gran parte il peso e la responsabilità di questi minori (affidati ai sindaci fino al raggiungimento della maggiore età), chiedono a gran voce aiuto allo Stato: il costo per ogni minore è di 80-100 euro al giorno. L’anno scorso, in via sperimentale, era stato predisposto un mini-fondo da 5 milioni di euro, diventati 40 nel 2014. Ma occorre un’intesa tra lo Stato e le Regioni su come ripartirli, spiega Lorena Rambaudi, coordinatrice politiche sociali nella Conferenza delle Regioni.
Sbarchi senza fine arrivati 3.300 migranti
Il sindaco di Lampedusa: «Il centro è chiuso»
