Dunque, come anticipato nell'edizione di ieri, sarà Genova a smaltire il relitto della Costa Concordia, anche se l’ufficialità arriverà soltanto nei prossimi giorni. Ha vinto Genova ed è giusto così. Sarebbe stata una clamorosa sconfitta per l'Italia se la Concordia fosse stata smaltita in Turchia, dove, ricordiamolo, i costi erano meno della metà di quanto proposto da Genova (inferiore ai 100 milioni di euro, contro i 110 di Piombino) e in linea con quanto è disposto a pagare il pool di assicurazioni che assistono il gruppo Carnival Corporation. E tutto questo ha contribuito a spingere il relitto verso il capoluogo ligure e quindi a rimanere sul territorio nazionale, come auspicato dal presidente di Assoporti Pasqualino Monti e dallo stesso Ministro dell'Ambiente Galletti. «La Concordia da tragedia nazionale deve trasformarsi in una possibilità di riscatto per il nostro Paese», ha spiegato il Ministro. L'operazione sarà guidata da Titan Micoperi, la stessa che ha guidato con successo il raddrizzamento dello scafo della Concordia, ovvero il parbucking. A operare sulla Concordia saranno il gruppo Saipem e i cantieri Mariotti e San Giorgio in stretta collaborazione con l'Autorità Portuale di Genova. Se i tempi saranno rispettati la nave lascerà il Giglio entro la fine del prossimo mese di luglio e sarà trainata da due rimorchiatori dotati di cavi di acciaio presso il cantiere navale di Voltri dove verrà svuotata dalle strutture interne prima del trasferimento al cantiere di Levante. Questo significa alleggerire la nave di tutto quello che non è ferro e farla salire di almeno un paio di metri e consentirle di approdare nell'ex superbacino di Levante dove sarà definitivamente tagliata. Soddisfatto il presidente dell’Autorità Portuale di Genova Luigi Merlo: «Speriamo sia così, perché si tratta solo di voci e non vogliamo alimentare polemiche». Le polemiche sono quelle di Piombino che si dice pronta e che ne rivendica le operazioni di smantimento. Ma intanto Genova è pronta. «Noi siamo a posto, il piano c’è e va solo messo in atto. Una eventualità del genere - sottolinea Merlo - in un momento in cui Genova sale alla ribalta per vicende giudiziarie, mi sembra la risposta giusta perché significa che questo scalo è e rimane la capitale economica marittima del Paese. Oggi, per esempio, abbiamo sdoganato il primo container per l’Expo 2015 con i nuovi processi accelerati. Siamo i primi e lo siamo anche nella cantierista, per cui, se dovesse essere scelta Genova, ne saremmo tutti felici. Siamo pronti». Merlo cancella anche i dubbi relativi al trasporto. «La nave muoverà in piena estate e con le giuste condizioni meteo marine scongiurando eventuali problemi» Il fatto che la Concordia resti in Italia è una vittoria del sistema. Sui tempi e sull’indotto, Merlo non si sbilancia. «Credo che la prima fase possa chiudersi in 3-4 mesi poi una volta in bacino non sarà un mese in più a cambiare le cose. Quanto all’indotto il programma sarà svelato in Conferenza Servizi. «Che siano stati invitati Porto e Regione - spiega il Governatore Burlando - vuol dire che siamo in partita». Il 16 giugno la nomina di Genova quindi il posizionamento degli ultimi cassoni e poi, quando le condizioni metero saranno ottimali, la Costa Concordia si muoverà per l’ultimo viaggio.
"Genova è pronta ad ospitare la Costa Concordia"
Il presidente dell'Autorità Portuale Luigi Merlo ribadisce la centralità dello scalo ligure
