Si è conclusa questa mattina l’odissea dei bambini congolesi, ma ormai cittadini italiani, e delle loro famiglie adottive, bloccati per motivi burocratici in Congo da mesi. Sull’aereo che li ha riportati a casa c’erano il ministro per le Riforme, Maria Elena Boschi, la presidente delle Commissione per le Adozioni internazionali, Silvia della Monica, e, per la Farnesina, il vicedirettore generale per gli italiani all'estero, Marco Del Panta. «I bambini stanno bene, sono felici di essere con le famiglie adottive e in aereo mi hanno fatto una treccia ai capelli - ha detto il ministro appena sbarcata a Ciampino -. In viaggio i bambini hanno dormito molto perché erano stanchi. Sono impazziti di gioia quando una volta atterrati. Dai finestrini dell'aereo hanno riconosciuto i genitori che li aspettavano sulla pista». È la fine di una storia faticosa che si protraeva da tempo e che ha visto confrontarsi lo Stato italiano con quello congolese per cercare di arrivare a una conclusione che potesse far ricongiungere i bambini con le famiglie italiane che li avevano adottati.Anche l’ex ministro Kyenge, che aveva la delega per le adozioni internazionali nel precedente governo, si era spesa in prima persona perché la situazione si sbloccasse, non ottenendo alcun risultato tangibile. È stato invece Renzi che il 26 maggio, con un tweet, ha annunciato la fine della trattativa e l’arrivo dei bambini a casa in Italia. Ho appena dato il via libera: un aereo della Repubblica italiana parte per il Congo per riportare i bambini adottati bloccati da mesi #acasa — Matteo Renzi (@matteorenzi) 26 Maggio 2014 I FATTI Il 5 dicembre del 2013 arriva in Italia la notizia che ventisei famiglie erano bloccate in Congo da circa un mese. Il motivo addotto dai funzionari congolesi era burocratico: sui documenti utili per portare a termine l’iter dell’adozione dei bambini del paese mancava “una firma”. Dopo essersi sottoposte al lungo, estenuante e anche costoso, percorso che prelude all’adozione, le famiglie avevano ottenuto il consenso per andare a prendere, finalmente, i bambini nel paese africano. Ma due settimane prima del ritorno in patria, l’autorità congolese che rilascia i visti di uscita per i bambini, blocca il proprio lavoro. A quel punto inizia un'avventura estenuante. Il problema sarebbe legato al fatto che il CAI, la Commissione per le adozioni internazionali, abbia cambiato unilateralmente l’ente di riferimento. Si parla di "seconde adozioni". I governi italiani (prima Enrico Letta, poi Matteo Renzi), lavorano per dimostrare che tutto si è svolto a norma di legge. Alla fine l'accordo con il presidente congolese Kabila che, per “ragioni umanitarie”, lascia partire i bambini e le famiglie. E tutto si conclude per il meglio stamattina quando, alle 9.48, l’aereo di Stato messo a disposizione dal Palazzo Chigi, atterra a Ciampino. Il premier Renzi, commenta la notizia su Twitter. Benvenuti #acasa Ora, con la riforma del terzo settore, ancora più attenzione alle adozioni internazionali. pic.twitter.com/OyJS4L95uE — Matteo Renzi (@matteorenzi) 28 Maggio 2014 Benvenuti a casa.
Finalmente in Italia i bambini adottati in Congo
Erano bloccati nel Paese africano da mesi a causa di uno scontro burocratico. Stamattina sono arrivati a Ciampino accompagnati dal ministro Boschi (FOTO)
