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Il Papa: "A Giugno messa con le vittime della pedofilia"

Incontro di preghiera con Abu Mazen e Peres. Il Pontefice si riunirà con il leader Palestinese e Israeliano poi "ognuno tornerà a casa"

Pedofilia, celibato sacerdotale e le dimissioni di Papa Ratzinger. Sono questi i tre temi affrontati da Papa Francesco nel volo di ritorno dalla Terra Santa. Poi annuncia l'intenzione di voler invitare a San Pietro le vittime dei preti pedofili di diversi paesi, e plaude alla decisione di Benedetto XVI di lasciare il soglio pontificio. "Il prete deve portare il bambino o la bambina alla santità. E questo si fida di lui. Invece di portarlo alla santità, lui lo abusa. È gravissimo, è come fare una messa nera. Invece di portarlo alla santità lo porti a un problema che avrà per tutta la vita". La prossima settimana, il 6 o il 7 giugno, Papa Francesco celebrerà a Santa Marta una messa con un gruppo di otto vittime della pedofilia provenienti da vari Paesi tra cui Germania, Inghilterra, Irlanda, accompagnati dal card. ÒMalley. E poi ci sarà una riunione, io con loro. Su questo si deve andare avanti con tolleranza zero", annuncia Francesco che rivela: "In questo momento ci sono tre vescovi sotto indagine, di uno, già condannato, si sta studiando la pena. Non ci sono privilegi su questo tema dei minori. In Argentina dei privilegiati diciamo: questo è un figlio di papà. Ecco - promette il Papa - su questo tema non ci saranno figli di papà. È un problema molto grave. Un sacerdote che compie un abuso, tradisce il corpo del Signore". Il pontefice ha anche parlato di celibato sacerdotale "non è un dogma di fede, ma una regola di vita che io apprezzo tanto: un dono per la Chiesa. Per una discussione ci sono le porte aperte - aggiunge - ma in questo momento sono altri i temi sul tappeto". Parlando della dimissioni di Ratzinger dice: "Un vescovo di Roma che sente le forze venire meno deve farsi le stesse domande di Benedetto XVI". Per il pontefice, Ratzinger "non è un caso unico: ha aperto la porta dei Papi emeriti, che prima non c'erano". Incontro di preghiera con Abu Mazen e Peres. "L'incontro in Vaticano sarà un incontro di preghiera, non servirà per fare una mediazione. Ci riuniremo a pregare. Poi ognuno tornerà a casa". Lo ha spiegato Papa Francesco in merito all'incontro di pace con il presidente israeliano Shimon Peres e quello palestinese Abu Mazen, da lui invitati in Vaticano. "Ci sarà un rabbino, un islamico, ci sarò io", ha detto il Papa ai giornalisti sul volo di ritorno dalla Terra Santa. "Ho chiesto al custode di Terra Santa - ha aggiunto - di organizzare le cose pratiche".

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