«Sono "il chiamato" da Dio». All’hotel Tiber di Fiumicino è andato in scena il "Cerroni day pride". Il patron di Malagrotta ha presentato ai giornalisti il volume «Storia e cronaca a volo d’angelo sulla monnezza di Roma e del Lazio», di cui Il Tempo ha anticipato ampi passaggi lunedì. Il "supremo", il "re" dei rifiuti, come è stato soprannominato, ha letto passaggi della corrispondenza privata e sciorinato dati a sostegno della sua ormai stranota tesi di aver salvato Roma dall’emergenza e di aver fatto risparmiare ai romani in 30 anni più di 2 miliardi di euro, il costo di «105 restauri del Colosseo». Ma l’avvocato è andato oltre i numeri, mettendo bene in chiaro che ogni tentativo di "farlo fuori" naufregherà perché la sua è una «missione» in piena regola. «Non posso cedere fino a quando non andrò nell’aldilà». E a proposito di aldilà, definendosi «il chiamato», ha raccontato: «Mi sono collegato e gli ho detto (a Dio, ndr) "Per portare avanti tutti questi discorsi ci vorranno 15/20 anni" e la risposta è stata "Se 10 anni non bastano ce ne sono 20, continua a fare il tuo lavoro urbi te orbi a favore della collettività. Ti aiuto, perché tu sei chiamato a fare questo. È la tua vita e il tuo essere». Da una parte, insomma, l’ordine dall’alto a «non uscire di scena». Da un’altra quello della procura che gli ha vietato di mettere piede nella Capitale. E proprio al Comune si è rivolto ancora Cerroni chiedendo la cittadinanza onoraria per i meriti raggiunti nel campo della raccolta dei rifiuti urbani. Cerroni ha anche parlato del futuro del Gruppo e della raccolta rifiuti a Roma non risparmiando critiche ad amministratori e dirigenti, tra cui l’ad dell’Ama, Daniele Fortini: «È stato 5 anni a Napoli poi è stato chiamato qui. Se aveva tutte queste chiavi, se era così bravo, perché Napoli sta ancora in quello stato?» Ed è proprio ad Ama che guarderebbe l’88enne patron di Malagrotta per passare il tesimone della raccolta rifiuti capitolini. Cerroni sarebbe disposto a vendere i suoi impianti alla municipalizzata. «Se ci mettiamo a tavolino - ha detto - chiudiamo i conti tranquillamente, non c’è problema. Se l’Ama ha intenzione di realizzare il progetto della trasformazione in biometano del biogas derivante da 250mila tonnellate di organico all’anno, io sono pronto a dare la massima collaborazione. Ma attenzione, si può fare solo con le nostre tecnologie presenti a Malagrotta fin dalla fine degli anni 80». Poi, alla domanda se avesse intenzione di cedere le quote societarie alle sue figlie, per risolvere la questione dell’interdittiva, «il chiamato» ha risposto: «Io posso passare la proprietà alle mie figlie o a chiunque altro, ma Roma perderebbe comunque la sua strada perché le solizioni ce le ho io e le do solo io». Poi la stoccata finale: «Cosa aspettano ad affidarmi la soluzione del problema. Nel giro di due anni posso portare Roma a livelli d’eccellenza, trasformando in biometano il biogas proveniente dalla differenziata. Ma se pensano di fare il fuorigioco, sbagliano di grosso. Perché servono i maccheroni per riempire la pancia, non le parole, e i rifiuti, a Roma, continuiamo a smaltirli noia». Cerroni dixit.
«Mi sono collegato con Dio. M’ha detto: salva Roma»
«Sono "il chiamato" da Dio». All’hotel Tiber di Fiumicino è andato in scena il "Cerroni day pride". Il patron di Malagrotta ha presentato ai giornalisti il volume «Storia e cronaca a volo d’angelo...
