Attualità

«Io minacciata per gli articoli sui Movimenti»

(...) Tra colleghi e forze dell’ordine sorpresi quanto me dall’aggressione verbale, la ben nota Irene Di Noto sfoga la sua rabbia. L’obiettivo più facile, in quel momento, ero io e il vicino palazzo...

(...) Tra colleghi e forze dell’ordine sorpresi quanto me dall’aggressione verbale, la ben nota Irene Di Noto sfoga la sua rabbia. L’obiettivo più facile, in quel momento, ero io e il vicino palazzo del nostro quotidiano che da mesi sta sbugiardando il sommerso di una galassia antagonista che lucra sulla disperazione di persone senza un tetto, immigrati e disperati. Articoli così documentati che la procura li ha acquisiti per indagare. Il businness delle occupazioni, quando cominciai a scriverne, era già sotto la lente dei pm. Trovare informazioni su come funziona l’arruolamento degli immigrati per fare numero durante i cortei non è stato difficile. Con molti di loro ho parlato: mi hanno raccontato storie di sfruttamento, minacce e violenze. Per ottenere un posto in uno stabile occupato bisogna «sudare» e partecipare ai cortei. Oltre 100 immobili occupati a Roma, centinaia di persone stipate dentro edifici spesso fatiscenti, la violenza che in alcuni casi ha macchiato cortei indetti in nome di un diritto, quello ad avere una casa: questo sono i Movimenti per il diritto all'abitare. Una realtà che si nutre del disagio sociale, amplificando i toni di quello che definiscono il «conflitto sociale». Definire «infame» un giornalista perché racconta i fatti, è una delle pratiche più usate dalle realtà antagoniste per distogliere l’attenzione. Dopo gli insulti e le minacce a più voci sono stata costretta a lasciare la piazza convinta, più che mai, della bontà delle nostre inchieste sui Movimenti per il diritto all’abitare. Quello che resta sono solo i fatti: gli arresti, le indagini, gli immobili occupati, i cortei non autorizzati, una città violata quotidianamente da cortei e manifestazioni. E poi resta una semplice cronista da ieri ancor più convinta della bontà del lavoro senza paura di tutti i giornalisti de Il Tempo.

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