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E il governo sfratta gli okkupanti

Via libera al decreto sulla casa. Niente più residenza agli illegali a cui vengono tagliati luce, gas e acqua Casali Papillo, Marino s’è deciso: sgomberateli

«Occuperemo l’Anagrafe, l’Acea, i Municipi, non faremo un passo indietro». Dopo l’approvazione da parte della Camera del decreto casa i Movimenti per il diritto all’abitare non si fermano e rilanciano con nuove mobilitazione. Ieri sera, dopo il voto, è esplosa la rabbia degli antagonisti in presidio a Montecitorio dal pomeriggio. Dopo un lancio di uova verso il cordone delle forze dell’ordine, sono partiti in corteo fino al Colosseo. Qui il leader dei Blocchi precari metropolitani, Paolo di Vetta, ha promesso una nuova ondata di lotte: «Faremo rimangiare ad Alfano il piano sicurezza e le parole che ha detto oggi (ieri, ndr). Noi non molliamo, dovranno passare sui nostri corpi quando toglieranno acqua, luce, gas a tante famiglie di Roma». E dunque Anagrafe, Acea e Municipi sono gli obiettivi da colpire forse già da oggi. Di Vetta, poi, si è rivolto anche al sindaco di Roma, Ignazio Marino: «Ora sappiamo - ha detto - da che parte stai». I Movimenti, poi, sempre al Colosseo hanno messo in scena un blitz aprendo, per un’accampata - lampo, le tende sotto l’Anfiteatro Flavio. Alcuni attivisti si sono anche arrampicati lungo le impalcature per esporre uno strisicone con la scritta «Liberiamo Roma da divieti, rendita e precarietá». Nell’articolo 5 del decreto Casa è stato scritto: «A decorrere dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, gli atti aventi ad oggetto l’allacciamento dei servizi di energia elettrica, di gas, di servizi idrici e della telefonia fissa, nelle forme della stipulazione, della volturazione, del rinnovo, sono nulli, e pertanto non possono essere stipulati o comunque adottati, qualora non riportino i dati identificativi del richiedente e il titolo che attesti la proprietà, il regolare possesso o la regolare detenzione dell’unità immobiliare in favore della quale si richiede l’allacciamento. Al fine di consentire ai soggetti somministranti la verifica dei dati dell’utente e il loro inserimento negli atti indicati nel periodo precedente, i richiedenti sono tenuti a consegnare ai soggetti somministranti idonea documentazione relativa al titolo che attesti la proprietà, il regolare possesso o la regolare detenzione dell’unità immobiliare, in originale o copia autentica, o a rilasciare dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà ai sensi dell’articolo 47 del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445» Dunque, chi occupa abusivamente gli alloggi di edilizia residenziale oltre a non aver più accesso alle utenze, sarà tagliato fuori dalle assegnazioni di alloggi popolari. Il decreto stabilisce infatti che non potranno partecipare alle procedure di assegnazione, per 5 anni successivi alla data di accertamento dell’occupazione abusiva. Il decreto contiene altre misure per l’edilizia pubblica. Viene stabilito che le regioni dovranno trasmettere al ministero delle Infrastrutture (entro 30 giorni dall'entrata in vigore del dl), gli elenchi predisposti dai comuni e dagli Iacp, «delle unità immobiliari che con interventi di manutenzione ed efficientamento di non rilevante entità, siano resi prontamente disponibili per l'assegnazione». Inoltre il piano di recupero degli immobili, per affrontare l’emergenza abitativa, dovrà essere approvato dai dicasteri competenti entro 4 mesi dall’entrata in vigore del decreto legge. Il piano di dismissione degli alloggi dovrà «tenere conto anche della possibilità di favorire la dismissione degli alloggi dei condomini misti, nei quali la proprietà pubblica è inferiore al 50%, oltre che in quelli inseriti in situazioni estranee all’edilizia residenziale pubblica». L’obiettivo è «conseguire una razionalizzazione del patrimonio e una riduzione degli oneri a carico della finanza locale». I contributi statali, previsti dal fondo ad hoc, andranno agli inquilini degli alloggi Iacp; ai contributi hanno accesso anche «i soci assegnatari di alloggi di cooperative edilizie di proprietà indivisa per l'acquisto dell'alloggio, posto in vendita a seguito di procedure concorsuali». Mentre per quanto riguarda gli alloggi assegnati ai dipendenti delle amministrazioni dello Stato, viene stabilito che rimangono in godimento del locatario anche se viene riformato per malattia. Nel caso di pensionamento gli alloggi rimangono in locazione per altri 3 anni dalla cessazione dell'incarico. Nel caso di decesso rimangono in affitto agli aventi diritto per 3 anni. Infine per assicurare i mezzi finanziari necessaria alla «completa e rapida realizzazione di programmi di alloggi sociali», finanziati con fondi nazionali regionali, viene stabilito che possono essere ceduti o conferiti ai fondi immobiliari (o altri soggetti), immobili residenziali «realizzati con il concorso di un contributo pubblico e destinati a concorrere all'aumento dell'offerta di alloggi sociali a condizione che siano mantenuti i vincoli di destinazione previsti dalle norme di finanziamento».

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