Attualità

"È stata una sorta di gigantesca follia collettiva"

Parla il regista Gianfranco Scancarello

Prima di finire coinvolto nelle indagini sulla scuola di Rignano Flaminio, Gianfranco Scancarello era un personaggio televisivo noto soprattutto per aver lavorato allo Zecchino d’Oro. Sua moglie, Patrizia del Miglio, insegnava proprio in quella scuola materna. Una vita tranquilla, sconvolta per sempre, il giorno in cui lui e la moglie si ritrovano, senza un perché, senza una ragione, ad essere l’«orco» e la «strega» di Rignano. Per Scancarello il pm aveva chiesto l’assoluzione, per la moglie una condanna a 6 anni e 10 mesi. Il Tempo ha raccolto le sue sensazioni, le sue spiegazioni, dopo la seconda assoluzione.   Avevano ipotizzato che nella vostra casa i bambini venissero abusati in modo violento, ma di vero non c’era nulla. «Ci sono cose che mi lasciano esterrefatto in questa vicenda. Sono stati otto anni devastanti, perché siamo stati accusati del peggiore reato in assoluto per un essere umano. La storia non è immune da vicende di questo genere. Le streghe sono sempre esistite. Prima il rogo era reale, ora è mediatico».   Si è dato una risposta su come sia stato possibile? «In questi anni ho cercato di capirlo, di darmi una spiegazione su come sia nata questa assurdità. E forse ho trovato una risposta. Una persona fa una dichiarazione, la paura che quelle parole siano reali si trasmette agli altri e genera la “trasmigrazione del contenuto”, da uno all’altro, finché si entra in una follia collettiva. È un fenomeno verificato dalla psicologia attuale. Una sorta di suggestione che sfocia in una richiesta alle autorità competenti, che in qualche modo non ne restano immuni. E si entra in un “vortice” nel quale si cerca di verificare ipotesi non basandosi sui fatti, ma su quelle stesse suggestioni».   È stata una fortuna che i giudici non siano precipitati in questo vortice? «Nonostante alcuni modi in cui sono state condotte le indagini dalla procura di Tivoli, ho sempre avuto fiducia nelle istituzioni. Ben 15 giudici hanno dichiarato l’assoluta infondatezza dei fatti, affermando che il fatto non esiste. Eppure ancora adesso leggo sui giornali le dichiarazioni di alcuni di quei genitori che anziché essere contenti che i loro figli non sono stati vittime di atti ignominiosi, insistono con le loro teorie. Una cosa è certa, questo calvario giudiziario si poteva evitare. È assurdo che debbano passare otto anni per verificare che non era successo niente. Eppure sono andato in galera per 17 giorni».   Diciassette giorni infernali. «Anche fra coloro che si trovano in questo inferno che sono le carceri italiane, esiste una sorta di codice etico, che prevede l’intoccabilità dei bambini. La galera per chi ci entra accusato di un reato del genere, non può che essere impetuosa».   Due anni fa ha parlato di “timbro di fuoco”. «In Italia viviamo in un paese in cui un innocente, quasi un secolo fa, venne accusato di essere un pedofilo. Si chiamava Girolimoni. La storia verificò che era assolutamente innocente. Eppure ancora oggi, quando qualcuno ha il coraggio di scherzare sulla pedofilia, si dice "chi sei, Girolimoni?"».   Oggi è capitato a lei. Potrebbe succede ancora? «L’Italia è anche un paese di falsi abusi. C’è un’intera casistica di caccia alle streghe in questa sorta di Medioevo nel quale il nostro Paese è ripiombato da qualche anno a questa parte, una vera tragedia nazionale che si chiama “falsi abusi”. Innocenti le cui vite sono state spezzate. La loro e quella dei loro familiari. Ma anche delle presunte vittime. Che crescita può avere un bambino quando nella sua famiglia si vive con la paura di un presunto atto di violenza subìto? ».   Lei è rimasto coinvolto in questo caso insieme a sua moglie. Non deve essere stato facile spiegarlo ai vostri figli. «Quando tutto è cominciato avevo una figlia sposata che in quei giorni stava per dare alla luce il mio primo nipotino. Gli altri erano abbastanza grandi e la più piccola aveva 11 anni. Ma mi permetta, la prego, di non dire nulla sulle conseguenze drammatiche che questa vicenda ha avuto sulla mia famiglia».

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.