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Da orchi a vittime, il flop dell’asilo horror

È dal 2006 che gli ex imputati urlano la loro estranietà alle accuse. Dodicimila pagine di atti smontati da Tribunale e Corte d’appello. L'INSEGNANTE: "Incubo finito". IL REGISTA SCANCARELLO: "Una follia collettiva"

Da orchi a vittime, il flop dell’asilo horror

PEDOFILIA:ABUSI IN MATERNA; 6 ARRESTI,TRA LORO ANCHE MAESTRE

Per otto anni sono stati accusati di aver fatto una «strage» dell’innocenza nell’infanzia violata di quei bambini di Rignano Flaminio, invece gli innocenti erano loro. Sospesi dalla scuola materna «Olga Rovere» con l’onta delle accuse di violenza sessuale di gruppo, maltrattamenti, corruzione di minore, sequestro di persona, atti osceni, sottrazione di persona incapace, turpiloquio e atti contrari alla pubblica decenza, è dal 12 ottobre del 2006 che chiedevano «asilo» per la loro verità. E il giorno dopo essere stati riconosciuti innocenti «per non aver commesso il fatto» dalla III Corte dìappello di Roma, che ha confermato le assoluzioni con formula piena della sentenza di primo grado di due anni fa, i 5 ormai ex imputati possono finalmente gridare il loro «urca» e strapparsi di dosso l’infamante etichetta di presunti «orchi». La meravigliata ammirazione per una verità nascosta che, alla fine del tunnel, è venuta fuori: «Finalmente è finito un incubo durato troppo tempo», è infatti il commento di Silvana Magalotti, una delle 3 maestre accusate dalla Procura di Tivoli. Finita in carcere insieme alle colleghe Marisa Pucci e Patrizia Del Meglio, il marito di quest’ultima, l’autore tv Giancarlo Scancarello, e la bidella Cristina Lunerti. Dopo l’arresto, era il 24 aprile del 2007, i 5 indagati furono scarcerati 17 giorni dopo dal dispositivo del Tribunale del Riesame, confermato dalla Corte di Cassazione. Ma nel 2010 il pubblico ministero Marco Mansi riuscì ad ottenere il rinvio a giudizio per quelli che chiamò «atti di sevizia e crudeltà», che hanno riempito 12mila pagine di atti processuali. Il castello accusatorio, ora crollato, era fondato su una ricostruzione che vedeva bimbi, fra i 3 e i 5 anni, obbligati a «praticare reciprocamente su loro stessi atti di esplicita natura sessuale anche con l'uso di strumenti». Uno scenario da incubo che, «secondo quanto riferito dalle giovani vittime», le avrebbe viste coinvolte ne «il gioco della puntura» e il «gioco del pisello», nel corso dei quali i bambini avrebbero subito «penetrazioni o dovevano toccare i genitali e altre zone erogene degli adulti». Ma questi 5 adulti, alla sbarra per 4 anni esatti (il dibattimento di primo grado era partito il 27 maggio del 2010), ora sono stati di nuovo assolti. Dopo oltre 3 anni di inchieste prima e poi 45 udienze di due dibattimenti rigorosamente a porte chiuse. Un esito che non riesce però a far rassegnare le famiglie che presentarono denunce per violenza sessuale: «L’aspetto che ritengo insopportabile e grave, anzi gravissimo rispetto alla sentenza di venerdì - commenta la portavoce dei genitori di Rignano, Arianna Di Biagio - è il fatto che si sia ribadito ancora una volta che il fatto non sussiste». Uno stupore che stupisce da sempre i difensori dei 5 ex imputati, come Roberto Borgogno legale dei coniugi Scancarello. «Ci stupisce che i genitori siano delusi di questa sentenza che, invece, dovrebbe rassicurare tutti sul fatto che nessun abuso è stato consumato nell'asilo di Rignano Flaminio». Una vicenda «vero e proprio spartiacque tra il prima e il dopo - commentano gli avvocati di parte civile Luca Milani e Antonio Luigi Cardamone - è infatti indubitabile che tutti i procedimenti nati successivamente hanno potuto giovarsi dell'esperienza di questa indagine per ottenere risultati diversi che hanno consentito di accertare reati e infliggere condanne che qui, evidentemente, sono mancate».

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