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Caso Rostagno La sentenza 26 anni dopo

TRAPANI La Corte d’Assise di Trapani ha condannato all’ergastolo il capomafia trapanese Vincenzo Virga e il sicario della famiglia mafiosa Vito Mazzara, accusati di essere rispettivamente il...

TRAPANI La Corte d’Assise di Trapani ha condannato all’ergastolo il capomafia trapanese Vincenzo Virga e il sicario della famiglia mafiosa Vito Mazzara, accusati di essere rispettivamente il mandante e l’esecutore dell'omicidio di Mauro Rostagno, il sociologo e giornalista ucciso in contrada Lenzi, a Valderice (Trapani) il 26 settembre 1988. Inflitta anche l’interdizione perpetua dai pubblici uffici. Sono stati necessari 26 anni, di cui gli ultimi 3 trascorsi in un’aula di tribunale, per arrivare a una prima verità processuale sull’assassinio del sociologo e giornalista Rostagno, freddato a 46 anni, la sera del 26 settembre 1988 in contrada Lenzi a Valderice (Trapani) a pochi metri dalla comunità terapeutica "Saman" da lui costituita. Torinese d’origine ma "trapanese per scelta", il fondatore di Lotta Continua che negli anni ’80 additava i boss dagli schermi della piccola emittente televisiva Rtc sarebbe stato ucciso dalla mafia, "infastidita" dalla sua attività giornalistica di denuncia. È questa la tesi sostenuta dall’accusa nel processo che si è aperto il 2 febbraio 2011 davanti alla Corte d’Assise di Trapani a carico del capomafia Vincenzo Virga e del sicario della famiglia mafiosa locale Vito Mazzara, ritenuti rispettivamente mandante ed esecutore dell’agguato. Il 17 novembre 2010 il gip di Palermo Ettorina Contino rinviò a giudizio i due imputati, già detenuti per altri omicidi. Sei mesi più tardi si aprì il processo. Mafia, ma non solo mafia. I pm nella loro requisitoria non hanno escluso il possibile coinvolgimento dalla loggia massonica coperta "Iside 2" a cui erano iscritti personaggi potenti del trapanese, boss e politici influenti.

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