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Napoli e Milano insieme spendono il 75% in meno

Milano e Napoli messe insieme spendono per i campi rom appena il 25% rispetto a Roma. È impietoso il paragone fra i dati delle tre città presenti nell’ultimo rapporto di «Lunaria» sui costi dei...

Milano e Napoli messe insieme spendono per i campi rom appena il 25% rispetto a Roma. È impietoso il paragone fra i dati delle tre città presenti nell’ultimo rapporto di «Lunaria» sui costi dei campi rom. Nel capoluogo lombardo, ad esempio, fra il 2005 e il 2011 sono stati investiti circa 3,5 milioni di euro, per una media di appena 510mila euro l’anno, nonostante il Ministero dell’Interno abbia stanziato nel 2008 ben 13 milioni di euro in conto alla città ambrosiana. Non solo. A sorpresa, la giunta comunale di Giuliano Pisapia avrebbe fatto addirittura meglio di quella guidata da Letizia Moratti: secondo le tabelle fornite recentemente dall’assessorato meneghino al Bilancio, per gli esercizi 2012 e 2013, il Comune ha speso in tutto 626.612 euro, appena 313.306 l’anno. Nonostante questo, i servizi sembrano essere anche maggiori di quelli svolti nella Capitale: un servizio di mediazione scolastica e sociale per i minori rom inseriti nelle scuole primarie dal costo di 104.000 euro l’anno, un progetto da 50.000 euro l’anno per interventi di animazione sociale per i bambini dei campi comunali e il sostegno a cooperative sociali rom, che vengono incaricate della gestione degli interventi di piccola manutenzione dei campi, per un totale di 170.000 euro l’anno. Per i milanesi resta comunque una spesa ingente. A Napoli la situazione è un po’ più complessa. Nell’unico campo autorizzato, a Secondigliano, vivono appena 700 persone, ma nel resto della città ci sono diversi altri insediamenti, fra tollerati e completamente abusivi. In totale, sono stati spesi dal 2005 al 2011 ben 11,5 milioni di euro, nonostante il Ministero dell’Interno, per gestire l’emergenza, abbia contribuito con 24,4 milioni di euro. Gli altri 12,9 milioni, infatti, sono ancora a disposizione delle casse pubbliche partenopee. In particolare, a Secondigliano, dal 2005 al 2011, sono stati impiegati circa 3 milioni di euro euro, così ripartiti: 1,7 milioni per le forniture idriche (una voce che da sola copre quasi il 60% dei costi totali), 760mila euro per l’energia elettrica e 450mila euro per la manutenzione ordinaria e straordinaria del villaggio. Gli interventi socio-educativi a favore dei rom promossi dall’Amministrazione comunale costituiscono un ulteriore capitolo di spesa, esaminato in dettaglio: nel periodo 2005-2011 sono stati impiegati 3,4 milioni di euro per finanziare programmi rivolti in gran parte ai minori (ad esempio, servizi di accompagnamento e sostegno scolastico), anche grazie ai contributi provenienti dal Fondo Nazionale per l’Infanzia e l’Adolescenza e, per un arco di tempo limitato, dal Ministero della Solidarietà Sociale e dal Pon Sicurezza 2007/2013.

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