La Procura di Milano ha dato il suo ok all'affidamento ai servizi sociali per Silvio Berlusconi ma il sostituto procuratore generale Antonio Lamanna avrebbe avvertito la difesa dell'ex premier: l'affidamento in prova è a rischio e può essere anche revocata se si mette a diffamare i singoli giudici: «Non siamo né angeli vendicatori, né angeli custodi ma siamo qui per applicare la legge». Ieri Lamanna ha dato il consenso affinché l'ex premier possa scontare ai servizi sociali e non ai domiciliari la pena a un anno dopo la condanna per frode fiscale. Un via libera all'affidamento in prova, come richiesto dalla difesa del condannato, che però ha un paletto preciso: l'affidamento sarebbe a rischio se Berlusconi «si mette a diffamare i singoli giudici». Ipotesi messa bene in evidenza dal procuratore, anche perché la campagna per le prossime elezioni europee sta per entrare nel vivo. Gli avvocati dell'ex Cavaliere hanno chiesto agibilità politica e libertà di movimento per Berlusconi in vista della competizione elettorale. E, si sa, il tema della magistratura politicizzata è uno dei piatti forti nei comizi e negli interventi di Berlusconi. E la sua condanna per frode fiscale e il successivo obbligo di prestare assistenza in un centro per anziani o per disabili potrebbe divenire a maggior ragione il tamburo su cui battere per conquistare ancora una volta l'elettorato. Quindi Lamanna fa il suo avvertimento. E mette in guardia il leader di Forza Italia che farà bene ad astenersi da dichiarazioni che potrebbero diffamare “singoli” magistrati. La sottolineatura è importante. Le critiche alla magistratura ampiamente intesa sono altra cosa. Si tratta di attacchi politici per sollevare un problema di fronte al proprio elettorato, per dare fondamento alla necessità di intervenire con la riforma della giustizia. Sono pietanze della campagna elettorale insomma, da tenere distinte da attacchi personali ai magistrati che lo hanno giudicato, la cui assenza, sostiene la difesa, dimostra la piena “accettazione” della pena da parte del condannato Berlusconi. All'indomani dell'udienza, le indiscrezioni su botta e risposta tra accusa e difesa si rincorrono: se la Procura e i legali sono concordi sull'affidamento ai servizi sociali, la visione di dove dovranno essere scontati resta diversa. Il pg Antonio Lamanna punta sulla struttura indicata dall'Uepe, dunque un centro per anziani disabili nell'hinterland milanese, mentre i legali Niccolò Ghedini e Franco Coppi hanno parlato di un affidamento presso una Onlus considerata vicina alla galassia berlusconiana. Il centro in questione, non lontano dalla villa di Arcore, è da ultimare ma è lì che l'ex premier potrebbe svolgere i suoi servizi sociali per mezza giornata una volta alla settimana. La pena di un anno per frode fiscale si ridurrebbe di fatto a poco più di 10 mesi (dopo i primi sei mesi scatta uno sconto della pena di 45 giorni) e dunque per il leader di Forza Italia i servizi sociali si ridurrebbero ad un impegno di non più di una quarantina di giorni in totale. La decisione dei giudici del tribunale di sorveglianza, chiamati a decidere tra affidamento e domiciliari, arriverà in un lasso di tempo compreso tra martedì prossimo e il 25 aprile.
Lamanna: servizi sociali a rischio se Berlusconi diffamerà i magistrati
"La revoca è possibile". L'avvertimento del sostituto procuratore generale in vista della campagna elettorale per le Europee