Attualità

I movimenti: pronti allo scontro

Manifestazione all’Università. Prove di caos. Tende a Porta Pia Il leader Di Vetta fresco di carcere promette ancora battaglia

«Se vogliono lo scontro noi siamo pronti». Paolo Di Vetta torna in piazza e surriscalda il clima in vista della manifestazione di sabato a Roma. Da piazzale di Porta Pia, dove ieri pomeriggio è arrivato il corteo partito dall’università La Sapienza, uno dei leader dei Movimenti per il diritto abitare lancia la sfida per la mobilitazione nazionale organizzata per il 12 aprile. Dopo l'arresto avvenuto a febbraio in seguito agli scontri in via del Tritone del 31 ottobre scorso, Di Vetta non si arrende e rilancia un'altra giornata di caos e disordini per la città. L’assedio ai ministeri dell'Economia e del Lavoro, il passaggio del corteo su via Nazionale e la promessa di una giornata dedicata alla contestazione del governo, sono alcune delle anticipazioni fornite durante il suo intervento sotto il monumento del Bersagliere. Intanto, per prepararsi alla manifestazione di sabato, Di Vetta annuncia che «da questa sera ci accamperemo qui sotto al ministero delle Infrastrutture per far capire a Lupi che la partita sul Piano casa di Renzi è appena iniziata». E da oggi, infatti, il presidio di Porta Pia, nelle intenzioni dei manifestanti, dovrebbe allargarsi e diventare numeroso come quello del 19 ottobre scorso. In giornata sono attese altre tende, e altre persone trascorreranno le due notti che precedono il corteo nell'accampamento sotto il Dicastero. Insomma, un’organizzazione e una preparazione che in tutto e per tutto ricalca le iniziative messe in campo lo scorso ottobre. I segnali per una giornata a rischio ci sono tutti. La Questura di Roma, già da martedì, ha fatto sapere che il livello di attenzione sulla manifestazione è alto. Dalle informazioni che arrivano dall'intelligence, ma anche dai siti d'area, sabato a Roma dovrebbero arrivare numerosi autobus da altre città. I movimenti antagonisti di tutta Italia, infatti, dovrebbero confluire nella Capitale per quella che «è la prima vera manifestazione contro Renzi - attacca ancora Di Vetta- noi siamo i primi ad avere avuto il coraggio di farla». Se le indicazioni fornite dagli antagonisti dovessero rivelarsi corrette, sabato potrebbero esserci 20mila persone: studenti, centri sociali, Movimenti per la casa, anarchici e il neo nato Neet bloc. Ultimi arrivati tra le sigle dei contestatori i neet hanno già conquistato la ribalta mediatica grazie alle occupazioni di lunedì scorso, quando un gruppo di loro ha preso un immobile in via del Commercio. Al tentativo di sgombero, infatti, sono nati momenti di tensione con le forze dell'ordine. Dei Neet bloc fanno parte studenti e giovani senza occupazione o formazione. Secondo questa frangia di antagonisti, infatti, le politiche italiane e europee sono responsabili della disoccupazione di una generazione che nello stesso tempo è considerata "fannullona". Sabato, dunque, in una città blindata, i romani potrebbe trovarsi ancora una volta ostaggio di cortei, traffico in tilt e zone assediate dai manifestanti.

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