Settantacinque assunzioni di Antonio Ingroia sarebbero costate alle casse dello Stato quasi due milioni e mezzo di euro. È questa la cifra che la Corte di conti contesta all’ex magistrato e attuale avvocato, che all’epoca dei fatti era commissario liquidatore della Sicilia e servizi spa. Sono stati i finanzieri del Nucleo di Polizia tributaria di Palermo, su delega della procura contabile, a depositare una relazione nella quale sono contenuti i risultati di un’indagine mirata a verificare la sussistenza di danni erariali derivanti dalle assunzioni di personale da parte della società, che è partecipata per il 51 per cento dalla Regione Sicilia e incaricata della gestione informatica della cossidetta Piattaforma telematica integrata in uso proprio alla regione. Nel mirino della Corte dei conti della Sicilia è dunque finito l’ammontare delle competenze dovute ai lavoratori assunti a tempo determinato. Per ora, in base a quanto dimostrato dalle indagini delle Fiamme Gialle, sarebbero stati già pagati 178.927,69 euro. Nella segnalazione della Finanza che è finita sulla scrivania dei pm siciliani, sono contenuti anche altri nomi, come quelli del rappresentante dell’organo di controllo della Sicilia e Servizi spa, Mariano Pisciotta, del presidente della Giunta regionale nonché rappresentante del socio pubblico (Regione Sicilia) della Siese spa Rosario Crocetta, dell’assessore alla Famiglia, alle politiche sociali e del lavoro Esterina Bonafede, dell’assessore per le Infrastrutture e la Mobilità Antonino Bartolotta, dell’assessore per l’Istruzione e la Formazione professionale Nelli Scilabra, dell’assessore alle Autonomie locali e della Funzione pubblica Patrizia Valenti e dell’assessore per il Turismo, lo Sport e lo Spettacolo Michela Stancheris. Tutti, secondo i pm contabili siciliani, avrebbero espresso parere favorevole all’adozione di un provvedimento che ha modificato una precedente delibera nella parte in cui, conformemente alla vigente legislazione nazionale e regionale, era previsto il divieto di assunzioni per le società partecipate. Intanto, con una serie di interviste, come quelle sulla decisione della Consulta sul conflitto di attribuzioni promosso dal capo dello Stato contro la procura di Palermo, l’ex pm del processo sulla trattativa tra Stato e mafia, Ingroia, ha tenuto condotte connotate «da oggettiva e estrema gravità» e un «contegno a volte gravemente irrispettoso verso le istituzioni e lo stesso ordine giudiziario», al punto da aver «determinato un pregiudizio al prestigio dell’ordine giudiziario», ha detto la quarta Commissione del Csm propone al plenum, che deciderà oggi se promuovere l’ex pm.
«Le assunzioni di Ingroia costate 2 milioni»
Settantacinque contratti a tempo decisi dall’ex pm all’esame della Corte dei conti siciliana
