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Mai attivato il progetto Systemlife delle centraline-filtro

Poteva essere un buon modo per tenere sotto controllo gli agenti inquinanti e per ridurne gli effetti su utenti e lavoratori. Invece il progetto Systemlife, presentato in Campidoglio nel 2011 dal...

Poteva essere un buon modo per tenere sotto controllo gli agenti inquinanti e per ridurne gli effetti su utenti e lavoratori. Invece il progetto Systemlife, presentato in Campidoglio nel 2011 dal Consorzio Tiberina, si è arenato nelle maglie della burocrazia, nonostante avesse ricevuto l’apprezzamento dell’ex sindaco Alemanno e dell’Anci. Il programma prevedeva l’installazione nelle stazioni della metropolitana (inizialmente 16) di centraline che, attraverso una moderna tecnologia, avrebbero svolto la funzione di filtri per pulire l’aria presente sulle banchine, oltre a segnalare il tasso di polveri sottili presenti, così da richiamare l’attenzione di istituzioni e organi competenti. Il servizio sarebbe stato a costo zero per le casse pubbliche: Systemlife aveva chiesto in cambio la concessione decennale degli spazi e la possibilità di sfruttare lo spazio delle centraline per l’affissione pubblicitaria. Il Consorzio Tiberina, organizzazione civica no-profit diretta da Giuseppe Amendola, sta effettuando la "mediazione" istituzionale sin dal 2011. Una lettera dell’ex primo cittadino datata 1 dicembre 2011, indirizzata all’Anci, contiene la disponibilità del Campidoglio ad «avviare le successive fasi di approfondimento congiunto, per definire in dettagli le modalità di collaborazione e i relativi aspetti operativi». Il 30 dicembre 2011, invece, il dirigente del Dipartimento all’Ambiente, Antonio Lucarelli, scrive all’azienda dettando anche le condizioni circa i costi del servizio a carico della ditta. Dopodiché, il nulla. «Abbiamo scritto anche a questa amministrazione – conferma Amendola – hanno detto che stanno esaminando. Non è nostro interesse promuovere questa o quell’altra ditta privata: se c’è un’alternativa, tanto meglio. Resta il fatto che un servizio di questo tipo sarebbe auspicabile in una città come la nostra». Nel corso degli anni, analisi che parlano di una vera emergenza relativa alle Pm10 (le polveri sottili) nelle stazioni della metropolitana. L’ultimo è stato effettuato da Salvatore Damante, presidente dell’associazione "Aria Ambiente". In questo studio, si racconta di un quantitativo di Pm10 che arriva superare di 7 volte (350 mgr/m3) il limite di legge (50 mgr/m3), in particolare a Termini e Barberini. Durante quelle rilevazioni, sulla banchina di Cipro furono catturati ben 400 mgr/m3 di Pm10 contro i 30 mgr/m3 del normale inquinamento atmosferico. Nessuna notizia di rilevamenti sul tema effettuati dall’Arpa Lazio o da altre istituzioni pubbliche: l’ultimo, altrettanto allarmante, dell’Università Tor Vergata nel 2000.

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