PESCIA ROMANA La corsa in ospedale con il bimbo in braccio che scotta, con la temperatura altissima. Poi la visita al pronto soccorso e le rassicurazioni dei medici ai genitori, dopo la somministrazione di un antipiretico al figlio: «Tornate a casa, state tranquilli, ora la febbre si abbasserà». Ma il bimbo è morto. E i genitori non si danno pace. È successo ancora, un altro viaggio della speranza in ospedale è purtroppo terminato con la morte di un piccolo paziente al ritorno a casa. Neanche due mesi fa, a gennaio, era successo al Grassi di Ostia, dove una mamma residente nella vicina Pomezia aveva portato il figlio di 6 anni poi deceduto dopo le dimissioni per un mal di pancia. In quel caso il bambino era spirato nella corsa in ambulanza partita dal Grassi verso l’ospedale pediatrico Bambino Gesù, ma quando ormai era troppo tordi. Stavolta l’ultima piccola vittima di anni ne aveva appena tre. È accaduto a Montalto di Castro dove la procura di Viterbo sta indagando sulla morte sospetta di un bambino di tre anni trovato esanime, ieri mattina dai genitori, nel suo lettino nella casa dove abita la famiglia in località Pescia Romana. Il piccolo, il giorno primo, a causa di una febbre molto alta, era stato portato all’ospedale di Tarquinia dai genitori. Secondo le prime ricostruzioni, sulla base dei racconti della coppia, i medici del pronto soccorso, dopo averlo visitato, lo hanno dimesso diagnosticando una faringite e prescrivendo, quindi, antibiotici e antipiretici. «State pure tranquilli» le rassicurazioni. Ieri mattina, però, il piccolo è stato trovato morto. I genitori hanno sporto denuncia perché si accertino le eventuali responsabilità dei medici del pronto soccorso. I carabinieri della compagnia di Tuscania stanno acquisendo la documentazione medica nell’attesa che, nei prossimi giorni, venga eseguita l’autopsia disposta dal pm Bianca Maria Cotronei, della Procura di Civitavecchia. Ci sarebbero già due indagati tra i medici. La Asl di Viterbo ha avviato un’inchiesta interna. Ha confermato inoltre di essere a completa disposizione della magistratura di Civitavecchia, cui fornirà tutta la collaborazione e la documentazione di cui gli inquirenti avranno bisogno. La Regione Lazio ha chiesto al Commissario della Asl di Viterbo una relazione con «informazioni dettagliate sull’inchiesta interna avviata». «Quanto accaduto - si aggiunge - genera una forte inquietudine e necessita al più presto di esaustivi chiarimenti».
Dimesso per faringite, muore bimbo di 3 anni
Aveva la febbre. Il decesso nel suo lettino a casa. Due medici indagati
