Soldi in cambio di una casa occupata. Lo ha accertato dalla Digos di Roma, che ieri mattina ha eseguito 21 perquisizioni a carico di altrettanti esponenti del Comitato popolare di lotta per la casa, nell'ambito di un'inchiesta coordinata dal Tribunale, proprio sui Movimenti che gestiscono le occupazioni. La polizia ha sgomberato e sequestrato tre immobili, tra cui l’Angelo Mai alle Terme di Caracalla, un centro culturale attivo da quasi dieci anni, «adibito abusivamente ad esercizio ricettivo». Quando la polizia ha fatto irruzione nel locale c'era solo una persona, che è stata identificata. Gli altri due immobili finiti nell'inchiesta sono quello di via delle Acacie 56, occupato da cinque anni, e la ex scuola Hertz di via Tuscolana 1113, da tre. Circa 100 i nuclei familiari coinvolti. L'indagine, però, è focalizzata sulle occupazioni e su un’attività estorsiva finalizzata al guadagno del Comitato che, secondo l'accusa, esigeva dagli occupanti svariate centinaia di euro al mese per continuare a vivere nell'immobile. Gli investigatori ipotizzano reati associativi e parlano di «un sodalizio dedito alla sistematica realizzazione di fattispecie criminose fra le quali invasione di edifici ed estorsioni, queste ultime in danno degli occupanti con riferimento al pagamento di somme di danaro pretese sine titulo». Insomma, un vero e proprio racket, che ha portato all'iscrizione nel registro degli indagati, tra gli altri, della leader del Coordinamento, Pina Vitale, che però respinge le accuse. «Abbiamo realizzato venti mini appartamenti, il tutto con l'autotassazione. Altro che estorsione, ma di che stiamo parlando?». Secondo le indagini, però, in alcuni casi lo sfruttamento delle persone si basava proprio sulla minaccia di allontanamento dall'abitazione, a volte anche con la violenza, se non pagavano mensilmente la quota dovuta. La Digos ha iniziato a indagare sul racket dei Movimenti dopo aver raccolto le testimonianze di alcune delle persone vessate. I reati contestati sono associazione a delinquere finalizzata a estorsione, violenza, minaccia e furto di energia elettrica. Secondo fonti investigative, le indagini sulle attività dei Movimenti non sono concluse. Dal canto loro, gli occupanti dell’Angelo Mai parlano di «un forte attacco ai Movimenti del diritto all'abitare, all'attività artistica e culturale prodotta dal centro di viale delle Terme di Caracalla». Gli attivisti, inoltre, chiedono che il locale torni libero e promettono: «Faremo una manifestazione, qui oppure in Campidoglio per rompere i sigilli».
Sgomberi e perquisizioni contro il «racket della casa»
Polizia in azione a Caracalla, in via delle Acacie e via Tuscolana. Indagati per associazione a delinquere due leader del Comitato
