Crisi Mosca-Kiev: l’attenzione ora si sposta sulle mosse del dopo-referendum in Crimea dove la popolazione si è espressa con il 96,6% di sì all’annessione alla Russia. Il prossimo step ci sarà venerdì quando la Duma, la Camera bassa del Parlamento di Mosca, esaminerà il progetto di legge che dovrebbe facilitare l’annessione alla Federazione russa di uno Stato straniero. Spetterà poi alla Crimea, il cui parlamento ha già votato una dichiarazione d'indipendenza dall'Ucraina, di fare un richiesta ufficiale di annessione al presidente russo Vladimir Putin. Nel frattempo, però, le autorità filo-russe della penisola hanno accelerato sulla secessione adottando il rublo come moneta e nazionalizzando i beni di Kiev cioè le due aziende energetiche. Il Parlamento ha annunciato che le unità militari ucraine sul territorio saranno sciolte. Putin intanto ha firmato un decreto per riconoscere la Crimea come Stato sovrano indipendente.La richiesta di annessione sarà trasmessa alle due camere del Parlamento, che, produrranno un trattato bilaterale da firmare per Russia e Crimea. Dopo la firma del trattato, la Corte Costituzionale potrebbe essere chiamata a valutarne la conformità alla Costituzione della Federazione russa. Il trattato, infine, dovrà essere adottato dal Parlamento di Mosca. Nel frattempo il blocco occidentale non sta con le mani in mano. I ministri degli Esteri Ue hanno approvato una serie di sanzioni a 21 individui ucraini e russi, cioè congelamento degli asset finanziari e divieto di libera circolazione in Europa, e gettato le basi per una missione di osservatori Osce nel Paese. «L'obiettivo comune è arrivare a una soluzione che non pregiudichi il diritto internazionale, la sovranità ucraina e i rapporti con la Russia» a causa di «un referendum che la comunità internazionale giudica illegale e illegittimo» ha detto il ministro degli Esteri italiano, Federica Mogherini. Anche il presidente Obama ha annunciato sanzioni nei confronti di sette alti funzionari russi e quattro ucraini. Tra loro non c’è Putin ma alcuni dei suoi più stretti collaboratori. Le misure tendono a «isolare diplomaticamente» Mosca per il suo intervento in Crimea. Obama però si è detto convinto «che vi sia ancora la via per risolvere questa situazione attraverso la diplomazia». Intanto è sbarcato in Europa il vice presidente Joe Biden per una missione in Polonia, Estonia, Lettonia e Lituania. La prossima settimana ci sarà il tour di Obama stesso: in scaletta una visita, il 27 marzo, a Roma. Il presidente ha ribadito che «il messaggio è chiaro», riguardo alla volontà degli Stati Uniti «di rimanere fermi nel sostegno all'Ucraina». Venticelli di guerra continuano a spirare in Ucraina. Ad esempio Kiev ha richiamato l’ambasciatore a Mosca. Mentre il parlamento ha approvato la mobilitazione di 40.000 riservisti. La richiesta di annessione della Crimea galvanizza i russi. Secondo un sondaggio ben il 63 per cento di loro ritiene che il paese sia tornato a essere una super potenza. Contrario alle sanzioni è il padre della glasnost e ultimo presidente dell’Urss Mikhail Gorbaciov, di solito critico nei confronti della politica di Putin. «La Crimea è stata annessa all’Ucraina con una legge del partito comunista sovietico (il decreto di Nikita Kruschiov del 1954, ndr) che notoriamente non teneva in considerazione l'opinione della gente - ha detto Gorbaciov - La gente ora ha invece fatto una scelta per correggere tale errore». Gli scenari non sono confortanti neanche per noi.L’amministatore delegato di Eni Paolo Scaroni ha detto che « l’Europa si troverà ad affrontare problemi nelle forniture di gas e prezzi più elevati il prossimo inverno se le tensioni con la Russia comporteranno l'interruzione dei flussi di gas attraverso l'Ucraina. Italia, Austria e Germania del sud sarebbero più a rischio».
Sanzioni Ue-Usa per isolare la Russia
Illegale e illegittimo il referendum secessionista
