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I nudisti ai sindaci: dateci le spiagge

Inapplicata in Abruzzo la legge regionale a favore della tintarella integrale. In Italia un milione di turisti senza costume in cerca di mete riservate

I nudisti ai sindaci: dateci le spiagge

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PESCARA Al mare come mamma li ha fatti. Al riparo da multe e sguardi biechi di riprovazione. Gli aderenti all’Associazione naturista abruzzese (Anab) hanno preso carta e penna per invitare i sindaci di quattro Comuni della costa adriatica a destinare altrettante spiagge ai nudisti. Richiesta lecita e niente affatto trasgressiva: è la legge infatti a prevedere tratti di arenile dedicati al popolo dei senza costume. Il 9 agosto dell’anno scorso il Consiglio regionale ha approvato nuove norme rigorosamente bipartisan che riconoscono il naturismo come «stile di vita sano ed educativo» e puntano allo stesso tempo a ridare ossigeno all’industria asfittica delle vacanze. Attualmente infatti i turisti europei che vengono in vacanza in Italia per prendere la tintarella integrale hanno a disposizione poche spiagge, concentrate soprattutto in Emilia Romagna e sul Gargano.Il fenomeno sociale e turistico del naturismo - a detta dei proponenti della legge regionale - merita dunque attenzione anche e soprattutto per il positivo indotto economico che ne deriva; ma la sua pratica va disciplinata con regole chiare, ritagliando zone bene individuate, segnalate e non aperte a tutti, nel rispetto dei comportamenti e delle sensibilità di ciascuno. La legge 26 dello scorso agosto ha dato 180 giorni di tempo ai Comuni per provvedere autonomamente all’istituzione di questi tratti di litorale senza veli. Scaduti ampiamente i sei mesi, visto che nessun ente si è mosso, l’Anab ha scritto dunque ai sindaci di Roseto degli Abruzzi, Ortona, Torino di Sangro e Vasto invitandoli ad adeguarsi agli obblighi di legge. In particolare i nudisti abruzzesi hanno proposto di riservare loro 750 metri di costa all’interno della riserva del Borsacchio, tra Roseto degli Abruzzi e Cologna Spiaggia, nel Teramano, e altri tre tratti lungo il litorale chietino: cinquecento metri sulle dune di Tollo, quattrocento metri delle «Vecchie Morge» e duecentosessanta metri nella riserva di Punta Aderci, sulla spiaggia «Mottagrossa». Come dire, il meglio della costa abruzzese, dove il mare è pulito e l’ambiente ancora incontaminato. «Accogliendo le nostre istanze, l’Abruzzo potrà figurare a buon diritto tra le regioni all’avanguardia nell’intercettare questa domanda turistica in crescita, che ogni anno muove in Europa venticinque milioni di vacanzieri, alla ricerca di spiagge in cui poter godere del sole, dell’aria e del mare in assoluta libertà e tranquillità - spiega Stefano Daniele, presidente dell’Associazione naturista abruzzese -. Ci auguriamo che, in un periodo come questo, di grande difficoltà anche per il settore turistico tradizionale, i nostri Comuni costieri non vogliano lasciar cadere questa opportunità che, a costo zero, potrebbe rappresentare un indubbio vantaggio per molti imprenditori». In base alla legge, i quattro sindaci interpellati dovranno dare una risposta entro novanta giorni, accogliendo le richieste oppure proponendo aree alternative. La stagione estiva è ormai alle porte e dunque si spera che i quattro Comuni decidano in fretta, per attirare sulle proprie spiagge i patiti dell’abbronzatura integrale. In Italia i naturisti iscritti alle associazioni sono cinquecentomila ma secondo stime ufficiose oltre un milione di persone pratica il nudismo. Per lo più all’estero, soprattutto in Spagna e Francia dove le spiagge dedicate sono molto più numerose.

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