KIEV Come previsto, il referendum per la secessione della Crimea dall’Ucraina ha visto il trionfo dei sì, secondo gli exit poll, con il 93%. Risultato scontato, ma la tensione tra Russia e Occidente resta alta. Unione europea e Stati Uniti non riconoscono il valore del referendum. Per la Casa Bianca il voto si è tenuto sotto «la minaccia di violenza e l’intimidazione» dell’esercito russo. Perciò «nessuna decisione potrà essere presa sul futuro dell’Ucraina senza il governo dell’Ucraina». Il segretario di Stato Kerry ha parlato al telefono col ministro degli Esteri russo Lavrov, ripetendogli che gli Stati Uniti non riconosceranno il referendum. Kerry ha chiesto a Mosca di ritirare le truppe e permettere agli ucraini di attuare riforme che riguardino i diritti delle minoranze. Il presidente della Commissione Ue Barroso e il presidente del Consiglio europeo Van Rompuy hanno ribadito che il referendum sulla secessione della Crimea è «illegale, non riconosceremo i risultati» e «domani (oggi, ndr) decideremo sanzioni» contro la Russia. Tesi ribadita nella notte dal presidente Usa Barack Obama a Vladimir Putin: «Gli Usa e i loro alleati non riconosceranno mai il referendum. Usa e Ue sono pronti a imporre nuove sanzioni». Il premier filo-russo della Crimea, Serghei Aksyonov ha annunciato però che già oggi pomeriggio una delegazione sarà a Mosca per presentare alle autorità russe il risultato del referendum. Aksyonov ha spiegato che questa mattina si terrà una sessione straordinaria del parlamento della Crimea (disconosciuto e disciolto da Kiev), che ha già approvato quanto chiesto nel referendum. E Franz Klintsevich, presidente della commissione Difesa della Duma ha annunciato che le procedure di annessione saranno ultimate entro fine marzo.
Referendum in Crimea Vincono i sì Sanzioni dall’Ue
KIEV Come previsto, il referendum per la secessione della Crimea dall’Ucraina ha visto il trionfo dei sì, secondo gli exit poll, con il 93%. Risultato scontato, ma la tensione tra Russia e Occidente...