Professionisti danarosi e disposti a spendere centinaia di euro per un incontro «hot», genitori distratti e poco interessati, ragazzine pronte a tutto per permettersi borse e telefonini: l’inchiesta sulle giovanissime squillo dei Parioli condotta dai carabinieri sta scoperchiando un pozzo maleodorante che potrebbe assumere dimensioni ancora più preoccupanti. Gli investigatori infatti starebbero indagando su altre giovani squillo che si intrattenevano con clienti in grado di sostenere il costo (piuttosto salato) del sesso con le minorenni. Indagini serrate – relative ad un filone parallelo dell’inchiesta esplosa a ottobre con l’arresto di cinque persone – che, attraverso un lavoro di riscontro investigativo e di intercettazione, avrebbero trovato alcuni elementi interessanti. Incrociando tabulati telefonici e video trovati sui telefonini di alcuni clienti finora individuati, infatti, gli investigatori avrebbero individuato un giro che coinvolgerebbe altre ragazzine, cadute in un vortice di «sesso venduto» a facoltosi clienti a cui non sarebbe dispiaciuto intrattenersi con giovanissime. GLI INTERROGATORI Intanto oggi sarà ascoltato in procura Mirko Ieni, considerato come il perno attorno a cui girava il «traffico» di clienti interessati alle baby squillo. Ieni poi – storia di pochi giorni addietro – è stato destinatario di una nuova ordinanza di custodia cautelare per avere sfruttato altre due prostitute diciannovenni (una delle quali sarebbe stata filmata durante un rapporto con uno dei clienti dallo stesso indagato): ipotesi che farebbe contestare a Ieni anche l’interferenza illecita in vita privata, reato che si aggiunge alle accuse di sfruttamento della prostituzione minorile e alla cessione di stupefacenti. Sempre in questa settimana poi verranno ascoltati dai magistrati anche alcuni dei venti clienti finora finiti nel registro degli indagati. LE DUE MADRI Prima delle denuncia (da parte della madre di una delle due ragazzine) che diede il via alle indagini sul giro di prostituzione minorile dei Parioli, le madri delle giovani si incontrarono: un incontro voluto dalla donna che si risolse però in un nulla di fatto. A raccontarlo ai magistrati, in sede di incidente probatorio, è stata la più grande delle due che ha riferito: «Mia madre mi raccontò che la madre della mia amica andò a trovarla al lavoro dicendo che facevamo cose strane ma senza specificare cosa - dice la ragazzina - mia madre chiese cosa erano queste cose e l'altra rispose che non lo poteva dire. Mia madre allora si arrabbiò e le disse: "io sto lavorando e tu ti vieni a lamentare su tua figlia ma gestiscitela te, ma che ci vieni a fare qui”». La ragazza ha poi raccontato che le due donne non avrebbero parlato di prostituzione: dichiarazione che però cozza con la denuncia presentata ai carabinieri in cui la donna disse di avere parlato in quel breve incontro, proprio della prostituzione minorile. È UN MASCALZONE Una delle ragazze finite nell’inchiesta ha poi ribadito agli inquirenti che la madre (finita sotto indagine per sfruttamento) sapeva che i soldi extra erano dovuti ad un giro di spaccio: «Le avevo detto che Mirko era quello che mi forniva la droga da portare ai clienti». Cosa che pare avesse, paradossalmente, tranquillizzato la donna che, in un rigurgito di interesse accompagnò la figlia poco più che adolescente ad un incontro con Ieni: «Mia madre mi disse "io questo lo voglio vedere" e allora le ho detto di aspettare e di guardare dal finestrino mentre salivo in macchina di Mirko. Poi la sera a casa mia madre mi ha detto "si vede che quello è un mascalzone"».
Le nuove baby squillo scovate con i filmini
Professionisti disposti a spendere centinaia di euro per un incontro «hot», genitori distratti, ragazzine pronte a tutto per permettersi borse e telefonini
