MALAYSIA Nel giallo del volo MH370 della Malaysia Airlines, per il momento l’unica cosa sicura sono e 239 vittime anche se ieri i satelliti impiegati dalla Cina per la ricerca del volo scomparso dai radar nella notte tra venerdì e sabato scorso con 239 persone a bordo, hanno localizzato in una «sospetta area di impatto marino» tre oggetti di grandi dimensioni che potrebbero essere riconducibili al Boeing 777 200 ER della compagnia di bandiera malese. Lo ha riferito nella tarda serata di mercoledì l'Amministrazione Statale per la Scienza e la Tecnologia cinese, in un comunicato apparso sul suo sito web. Quelli che potrebbero essere i resti del jet scomparso sono stati localizzati dai radar il 9 marzo scorso, a poco più di 24ore dalla scomparsa del volo MH370, e si troverebbero in un’area con un raggio di venti chilometri quadrati non lontano dall'ultimo rilevamento radar del jet della Malaysia Airlines. Le dimensioni degli oggetti localizzati sono piuttosto grosse: uno di loro misura circa 13 per 18 metri. Un secondo è poco più grande: 14 per 19, mentre l'ultimo misura 22 per 24 metri. Le ricerche e gli avvistamenti finora annunciati nello specchio d’acque dove si sono prevalentemente concentrate le ricerche non hanno prodotto risultati, aumentando, invece, il mistero che circonda l'aereo della Malaysia Airlines a più di 110 ore dalla scomparsa, e alimentando le polemiche. Arrivate ieri al quinto giorno senza risultati, le autorità della Malaysia hanno dovuto rispondere alle accuse di chi definisce caotiche le ricerche del volo scomparso nella notte tra venerdì e sabato scorso nei cieli del Mare Cinese Meridionale. Gli inquirenti nella giornata di martedì avevano ampliato il raggio d'azione, comprendendo anche lo Stretto della Malacca, sud della Paese, e le coste occidentali, dopo le segnalazioni che l'aereo potesse avere cambiato rotta. Il volo MH370 della Malaysia Airlines, partito poco dopo la mezzanotte di venerdì dall'aeroporto di Kuala Lumpur e diretto a Pechino, aveva mandato un ultimo segnale ai radar intorno alle 1.30 di sabato, ed era stato localizzato dall'ente per l'aviazione vietnamita al largo delle coste meridionali del Paese, a centinaia di chilometri dallo Stretto della Malacca e dalle coste occidentali della Malaysia. Proprio queste ultime sono state oggetto delle ultime ricerche, dopo che il capo dell'aeronautica di Kuala Lumpur, Rodzali Daud, aveva confermato che i radar militari hanno segnalato un oggetto volante non identificato nelle prime ore di sabato scorso al largo delle coste occidentali del Paese. In totale, le ricerche di ieri - che coinvolgono dodici Paesi, 42 navi e 39 velivoli - si sono concentrate su un'area di 27mila miglia nautiche quadrate, spingendosi fino all'isola malese di Penang, non lontano in linea d'aria dalla localita' turistica di Phuket, in Thailandia. Arrivano soprattutto da Pechino le polemiche nei confronti delle autorità' malesi. Delle 239 persone a bordo del volo MH370, 153 erano cinesi. La Cina ha definito «piuttosto caotiche» le indagini svolte a Kuala Lumpur, ma le critiche ai lavori della commissione di indagine arrivano anche dall'interno, con i malesi che ritengono i fallimenti nelle ricerche degli scorsi giorni come fonte di imbarazzo a livello nazionale. A fare scalpore, in Malaysia, nelle scorse ore, e' stata la rivelazione di un'emittente televisiva australiana che un membro della crew di bordo, Fariq Abdul Hamid, 27 anni, nel 2011 aveva violato le regole della compagnia aerea permettendo a due passeggere di entrare nella cabina di comando. La compagnia di bandiera malese ha spiegato, pero', che non ci sono indizi che lascino pensare a responsabilita' dell'equipaggio nella scomparsa dell'aereo. Le foto scattate dal satellite sono un errore, riferiscono alla France Press le autoritè malesi, affermando che sarebbe stata la Cina stessa a spiegare che «le immagini sono state rilasciate accidentalmente» smentendo inoltre l'esistenza di quelli che sembravano essere detriti.
Dai satelliti della Cina immagini dei rottami
Individuata la sospetta area di impatto marino
