Egregio Direttore, nell'articolo «L'Ora di Calabria si dimentica del renziano indagato» pubblicato il 12 marzo lo scrivente Luca Rocca sostiene che l'Ora della Calabria (la nostra testata si chiama così) si sarebbe volutamente distratta dal trattare l'argomento della chiusura indagini su Naccari Carlizzi, accusato di aver favorito usando il suo ruolo politico la moglie a un concorso da primario. E lo avremmo fatto poiché Naccari Carlizzi è l'avversario più strenuo di Scopelliti, dopo aver «legittimamente montato» una campagna mediatica contro il senatore Gentile. Questa tesi è piuttosto offensiva per me e per l'intera redazione. Sarebbe bastato a Rocca fare una telefonata (onde verificare la sua ipotesi come imposto dalla deontologia professionale) per apprendere che la mattina in cui Il Tempo pubblica tutto ciò l'Ora della Calabria avrebbe dedicato mezza pagina alla chiusura indagine su Naccari Carlizzi (vedi allegato). Non abbiamo «bucato» ma acquisito in ritardo la notizia poiché lunedì entrambi i colleghi che si occupano di giudiziaria a Reggio Calabria erano di corta e che nello stesso giorno non abbiamo coperto anche la notizia del risarcimento danni chiesto dal Comune di Reggio per il coinvolgimento di Scopelliti nel caso Fallara per il quale il pm ha chiesto 5 anni di reclusione e l'interdizione dai pubblici uffici. Noi non abbiamo montato nulla contro Gentile. Il suo nome è stato agitato minacciosamente da chi parlava per suo conto in una brutta telefonata di 16 minuti che ormai conosce tutta la pubblica opinione. Il figlio del senatore protagonista della notizia che si intendeva occultare ha scritto la sera della mancata messa in stampa dell'Ora un inequivocabile messaggio all'editore dicendo che aveva parlato con quella persona e lo ringraziava per quanto avrebbe fatto (convincermi a non pubblicare la notizia). Ma tutto questo Rocca, nonostante abbiamo pubblicato questi e altri sms comprovanti che il figlio del senatore era in costante contatto con chi faceva pressioni, non lo scrive. Caro direttore, "lo scrivente", cioè il sottoscritto, non si è distratto. Ha semplicemente notato che una notizia che in Calabria ha destato l'attenzione di due dei tre quotidiani più importanti, è stata «bucata» proprio dall'Ora della Calabria. Non ho mai scritto «volutamente» e non ho «accusato» chicchessia, ho solo raccontato una fatto. Un fatto che ha destato la mia sorpresa proprio come ha stimolato la sua rabbia verso i suoi giornalisti. Se non ho telefonato alla redazione dell'Ora della Calabria è semplicemente perché la notizia del «buco» era certa. Per un quotidiano che, giustamente, si è battuto per la «libertà di stampa» nel «caso Gentile», mi è parso piuttosto singolare il «silenzio» su un'inchiesta delicata su un esponente di punta del Pd. Che poi il giorno dopo il suo giornale abbia ripreso la notizia, non può che farmi piacere proprio in onore a quella «libertà di stampa» e «deontologia» che lei richiama. Quanto a ciò che avrei dovuto scrivere sul caso Gentile, lo abbiamo fatto nei giorni scorsi come tutti gli altri, ma in questo caso la notizia era un'altra, non il caso Gentile. Non comprendo, infine, l'invito a «documentarmi», che di solito si rivolge a chi scrive una cosa falsa. In questo caso era tutto vero. Un sincero in bocca al lupo a lei e ai giornalisti dell'Ora della Calabria
La notizia mancata e la libertà di stampa. Botta e risposta sull’«Ora»
Egregio Direttore,nell'articolo «L'Ora di Calabria si dimentica del renziano indagato» pubblicato il 12 marzo lo scrivente Luca Rocca sostiene che l'Ora della Calabria (la nostra testata si chiama...