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Vip e 4 nuove baby squillo. Ecco la nuova inchiesta

A breve la chiusura delle indagine del filone di viale Parioli. La procura indaga su un altro giro di piccole lucciole

Stanno arrivando i primi patteggiamenti. Sta arrivando la conclusione delle indagini. Decine di clienti si stanno preparando ad ascoltare una sentenza di condanna o assoluzione. Gran parte delle persone coinvolte nell’inchiesta sulle baby squillo dei Parioli sono in «attesa», aspettano il «verdetto finale». Ma c’è invece chi non si è affatto fermato, che non sta aspettando nulla. Anzi. Sta lavorando giorno e notte dopo aver sollevato un coperchio sulla prostituzione minorile lo scorso ottobre, quando sono finite in cella spacciatori, presunti sfruttatori e genitori delle ragazzine di 14 e 15 anni che venivano pagate anche 300 euro per ogni prestazione sessuale con adulti. Ma chi sta continuando a tenere la lente d’ingrandimento puntata su questo fenomeno? Sempre la procura di Roma e i carabinieri che da mesi stanno interrogando testimoni, indagati, stanno effettuando pedinamenti, intercettazioni e analisi dei tabulati telefonici. Sì, perché proprio da questo lavoro cominciato dopo la denuncia di una mamma disperata, gli inquirenti si sono trovati a dover aprire un ulteriore filone d’indagine parallelo a quello già avviato dopo la scorsa estate. E che ha portato a sollevare un altro coperchio sul mondo delle baby squillo nella Capitale. Cioè su altre quattro minorenni che si prostituirebbero a Roma, sempre con professionisti, con clienti in grado di pagare centinaia di euro per avere un rapporto sessuale con ragazzine che non hanno 18 anni. Ecco su cosa sta lavorando, dunque, la procura di Roma, che da una parte sta quasi chiudendo il filone d’inchiesta principale, scaturito dalle indagini su ciò che accadeva nell’abitazione di viale Parioli, dall’altra, invece, su altre baby prostitute e clienti vip. E proprio tra i «vecchi» frequentatori delle minorenni dei Parioli, è spuntato il nome del marito del parlamentare Alessandra Mussolini, Mauro Floriani. Insieme a lui sul registro degli indagati, un’altra ventina di clienti, che, secondo la magistratura, hanno pagato per rapporti sessuali con le due studentesse. E comunque, per quanto riguarda il primo filone d’indagine, nella «lista nera» ci sono altri clienti di viale Parioli, che per ora non sono indagati, ma sui quali gli investigatori stanno continuando a svolgere indagini su tabulati telefonici, sms e intercettazioni per capire se sapevano o meno che le ragazzine erano minorenni. Proprio il marito della Mussolini, che si è presentato dagli investigatori spontaneamente per poter essere ascoltato, ha affermato di non aver mai avuto rapporti sessuali con le minorenni e avrebbe anche spiegato perché sui cellulari delle studentesse ci fosse il suo numero di telefonino. Floriani, dunque, avrebbe già chiarito la sua posizione. La sua versione, però, non avrebbe convinto gli inquirenti, tanto che anche lui è finito sul registro degli indagati. Comunque, per gli inquirenti, ci sono «elementi probatori incontrovertibili» a carico degli clienti delle due baby squillo dei Parioli, accusati di prostituzione minoreli. Reato che prevede una pena da uno a sei anni. La stessa che è prevista, infatti, per i possibili clienti delle baby prostitute che si sarebbero fatte pagare come quelle di viale Parioli e sulle quali adesso c’è la lente d’ingrandimento della magistratura romana. Un altro possibile scandalo che potrebbe a breve investire la Capitale e far finire nel mirino della procura altre ragazzine disposte a tutto per avere il denaro per comprare abiti e cellulari di ultima generazione.

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