Uno dei possibili moventi che ha spinto Adam Kabobo a uccidere tre passanti a colpi di piccone potrebbe essere "il rancore verso la società da cui si sentiva escluso". Lo ha affermato, durante la sua requisitoria nel processo col rito abbreviato, il pm di Milano, Isidoro Palma, che ha chiesto per l'omicida reo confesso la condanna a 20 anni di carcere più sei anni da scontarsi in una casa di cura al termine dell'espiazione della pena. Il pm ha sottolineato che Kabobo "ha agito anche una finalità deprivatoria", perché, dopo avere ucciso i passanti, gli ha rubato i cellulari. Secondo il rappresentante della pubblica accusa, Kabobo avrebbe agito "con lucidità, malgrado la schizofrenia di cui soffre". Risarcimento. Il legale di parte civile che rappresenta i familiari di Alessandro Carole, una delle vittime di Kabobo, ha chiesto che il ghanese venga condannato anche a un risarcimento di circa 600mila euro per danni morali. Nel processo col rito abbreviato l'avvocato Anna Cifuni ha chiesto un risarcimento di 400mila euro per la madre della vittima e 200mila euro per la vittima stessa. Inoltre ha chiesto una provvisionale di centomila euro per entrambi. Rinvio. Accanto a Kabobo erano presenti due interpreti che hanno incontrato diverse difficoltà a tradurre e spiegare all'imputato i vari passaggi del processo. L'interprete che parla la lingua di Kabobo, infatti, non conosce l'italiano e quindi serve un altro interprete per tradurre quanto detto in aula alla persona che poi le riporta al ghanese. Proprio per motivi legati alle difficoltà di comprensione, il gip Manuela Scudieri è stata costretta a rinviare l'udienza. Prima della decisione del giudice di far slittare il processo a fine marzo, aveva preso la parola la difesa di Kabobo che ha depositato una memoria scritta.
Caso Kabobo, il Pm chiede 20 anni con seminfermità
Per problemi di traduzione il Gip Manuela Scudieri è costretta a rinviare l'udienza
