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Russia-Usa a colloquio La soluzione è lontana

Il ministro russo «snobba» il collega di Kiev

Dopo giorni di annunci, dichiarazioni, minacce, avvertimenti, conferenze stampa, frenetiche riunioni, summit e infiniti incontri bilaterali il lavoro della diplomazia comincia a dare i suoi primi ma ancora acerbi frutti. Oltreoceano il presidente degli Stati Uniti Barack Obama è sempre vigile. Ieri ha parlato al telefono per più di un’ora di crisi ucraina con la cancelliera tedesca Angela Merkel, che è stata in contatto con il presidente russo Vladimir Putin nei giorni scorsi. E poi durante il discorso in un evento pubblico ha precisato che è possibile che la situazione in Ucraina «si ridimensioni nei prossimi giorni e settimane». Detto da lui fa ben sperare. Ma torniamo al Vecchio Continente. «Usa e Russia si sono impegnati per rimettere in opera gli accordi conclusi il 21 febbraio dal presidente, poi deposto, Viktor Yanukovich e le opposizioni, con la mediazione dell'Ue» ha detto il ministro degli Esteri russo dopo l’incontro a Parigi con il segretario di Stato Usa John Kerry aggiungendo che «Kerry è d'accordo sul fatto che, tra minacce e ultimatum, è molto difficile lavorare su un accordo onesto che aiuterà il popolo ucraino a stabilizzare la situazione». L'accordo del 21 febbraio prevedeva maggiori concessioni all'opposizione tra cui elezioni anticipate e la formazione di un governo di unità nazionale. Ma l'intesa fu superata dagli eventi, Yanukovych scappò da Kiev la notte stessa, lasciando il controllo all'opposizione. La contemporanea presenza dei ministri degli Esteri Lavrov (Russia) e Deshchytsya (Ucraina) al Quai d'Orsay aveva fatto sperare in un dialogo o diretto tra Kiev e Mosca per risolvere la crisi. Anche il segretario di Stato Usa, John Kerry, ha esortato la sua controparte russa, Serghei Lavrov, ad avviare colloqui diretti con la controparte Ucraina. Ma Lavrov ha detto niet. E l’ucraino Deshchitsya ha così lasciato la capitale francese senza aver incontrato il collega russo. « Se il governo di Kiev acconsentirà al referendum della Crimea per ottenere una maggiore autonomia, i cittadini pro Russia della regione dovranno essere d'accordo a sostituire le forze armate con osservatori internazionali che monitorino lo svolgimento del voto» ha detto Deshchytsya comunque durante un’intervista, Secondo una fonte russa, Mosca sarebbe aperta alla mediazione internazionale ma è ferma nel rifiutarsi di riconoscere il nuovo governo dell’Ucraina. Oggi a Bruxelles ci sarà il summit straordinario dei Capi di Stato e di Governo sulla questione ucraina. Atteso anche il presidente del Consiglio, Matteo Renzi cheavrà un incontro bilaterale con il presidente del Consiglio Europeo, Herman Van Rompuy. L'Unione europea metterà a disposizione dell'Ucraina aiuti finanziari del valore di 11miliardi di euro. Lo ha riferito la Commissione Europea a Bruxelles. La somma, ha precisato il presidente della Commissione europea Jose Manuel Barroso, comprende una serie di misure per i prossimi anni. «Vogliamo aiutare a stabilizzare la situazione finanziaria ed economica dell'Ucraina», ha detto Barroso. In terra ucraina la situazione resta tesa. Manifestanti filorussi hanno preso d'assalto il palazzo del governo locale nella città di Donetsk, nella zona orientale del Paese a vocazione russa. Almeno 10 persone sono rimaste ferite negli scontri. Circa 200 dimostranti sono riusciti a entrare nell'edificio, dopo essersi scontrati con le forze di sicurezza ucraine, e lo hanno occupato. E mentre un inviato Onu viene praticamente è stato «cacciato» dalla Crimea la pasionaria Yulia Timoshenko ha risfoderato le unghie e tuona: «L’Ucraina non dovrebbe scendere a nessun compromesso per placare la situazione con la Russia» e «l'aggressore dovrebbe andare via senza condizioni». Insomma la soluzione sembra ancora lontana.

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