C’è un non visto ne La Grande Bellezza, scene girate e poi rimaste fuori dal film: Donna Marisela Federici Rivas y Cardona, ci racconta la sua comparsa-scomparsa. «Le comparse scomparse - spiega - sono gli amici devoti che sono riuscita a coinvolgere per girare in un fervido mese di agosto la scena di un matrimonio, dove io ero la madre snob dello sposo. Nomi importanti della Roma aristo-bene, avvocati, principesse, professionisti, tutt’altro che attori». Cosa l’ha colpita? «Quante persone lavorino dietro un film: fotografi, costumiste, truccatori, assistenti. Quanta disciplina! Il tutto è una grande catena di montaggio e deve funzionare senza interruzione: basta un ritardo e si ferma tutto. I costi, senza contare la fatica fisica, sono elevati. Ogni scena è ripetuta fino a soddisfare la fantasia e l’idea pura: la vera bravura del regista è il saperlo trasmettere». Cosa le piace del film? «Adoro Roma, la grande protagonista, la grande vera bellezza, mostrata in tutta la sua maestosità da un’interpretazione magistrale di Tony Servillo che nella faticosa ricerca di se stesso, finisce avvolto nell’effimero. Attraverso varie esperienze si fa aprire le porte di questa grande, magica città». Le è dispiaciuto che le scene con lei non siano state inserite? «Dire di no sarebbe una falsità. Come tutto, solo dopo ci rendiamo conto de "lo que pudo haber sido y no fue", ciò che poteva essere e non è stato. Sorrentino ha tagliato due ore di pellicola, evidentemente la scena del matrimonio in una villa sull’Appia Antica non era necessaria. Il mondo del cinema ha le sue regole, accettando di fare un cameo ho firmato un contratto, rispettare la scelta del regista è un dovere quasi sacro». Com’è Sorrentino da vicino? «Un uomo di grande sensibilità, napoletano puro con quella cadenza inconfondibile, quella sua espressione incorniciata da sopracciglia sognanti, che quando gli parli ti vien voglia di darci una sistematina all’insù. Un uomo ancora capace di meravigliarsi». Lei ha conosciuto Fellini: in molti hanno paragonato La dolce vita e la grande Bellezza, cosa ne pensa? «I due hanno descritto Roma senza essere romani e in modo così diverso... Fellini viveva in un mondo raro, nel mondo onirico da dove non è mai uscito, era un vero genio. Paolo Sorrentino è un analista della esistenza, dei personaggi, delle situazioni. Anche lui geniale!». Le avevano chiesto di girare le scene a casa sua? «Volevano girare la scena del matrimonio, una festa come quelle che di solito faccio a La Furibonda, il tutto tecnicamente impossibile: doveva scendere una mongolfiera nel giardino di casa». Cos’è la bellezza per Marisela Federici? «È la sensibilità e il non essere indifferenti, la bellezza è amore. E - come ha detto Dostoevskij e poi Papa Francesco - la bellezza salverà il mondo».
«Io comparsa. Poi scomparsa»
Marisela Federici e quei minuti nel party tagliati e mai usciti nelle sale
