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Così Giuliani manovrava i sindacati

Guai a mettersi contro il Capo. Minacce e insulti ai dirigenti Con la complicità dell’«Arvu» e del suo vice allontanò una funzionaria scomoda

Potere, pressioni, minacce, insulti, fiumi di telefonate a colleghi per sparlare di altri colleghi. Una valanga intercettazioni, spesso conversazioni piene di parolacce. Telefonate per informarsi sul comportamento di chi «remava contro», su chi si «impicciava». Nell’ordinanza di 124 pagine che ha portato agli arresti domiciliari l’ex comandante dei vigili urbani di Roma Angelo Giuliani sono contenute le coversazioni nelle quali non esita di far valere la sua posizione di capo del Corpo. Non solo nei confronti dei vigili urbani che si mettevano di traverso o che facevano domande «inopportune», ma anche di chi rappresenta i sindacati della Polizia di Roma capitale. Le parole che si leggono nelle conversazioni intercettate dai carabinieri che hanno svolto le indagini, fanno capire come l'ex comandante della Municipale della Capitale avesse un potere anche sui sindacati maggiori della città eterna. Tanto da avere, secondo quanto ricostruito nell’ordinanza, l’appoggio proprio di chi invece dovrebbe difendere la categoria da possibili ingiustizie. Al centro di diverse telefonate intercettate, infatti, c’è la vigilessa Anna Maria Pizzuti, che viene presa di mira sia dal comandante Giuliani, sia dall’ex vice comndandante Donatella Scafati sia dal presidente dell’associazione dei vigili urbani Mauro Cordova. Il 7 gennaio del 2013, infatti, Cordova parla al telefono con Giuliani riguardo alla gara aggiudicata alla «Sicurezza e Ambiente», sulla quale aveva fatto domande la stessa Pizzuti, che avrebbe chiesto a Cordova quali interessi avrebbe avuto Giuliani per quella società. Nel corso della telefonata tra Cordova e Giuliani, il presidente dell’associaizone dei vigili urbani ha concluso la sua «prolusione», affermando che Pizzuti «in un’occasione gli aveva riferito che prima o poi gli avrebbero arrestati tutti "perché lei entrava qua e diceva...qualche giorno vedi te come se li portano via...vedi come li arrestano tutti qua"». Il giorno successivo, tale Renata, in corso di identificazione, parlando con l’ex comandante agli arresti domiciliari, parla dell’acquisizione di documenti da parte dei carabinieri che hanno condotto le indagini e della stessa Puzzuti. Per quanto riguarda il lavoro degli investigatori, Giuliani afferma di non essere preoccupato: «Lasciali fa’, aho...quelli de’ rimozioni otto volte li hanno acquisiti». E proprio in merito alle indagini dei militari, Renata accenna alla condotta tenuta da Pizzuti: «Gli ha dato pure i post-it». Giuliani replica in maniera brusca: «Sti ca..i ma che ca..o forse non hai capito, gli devi dì alla Pizzuti che gli rompo il culo, è proprio un’infamella da quattro soldi, ma che se pensa? Cretina, ’na cretina». Ancora più inquietante, secondo gli investigatori, è la conversazione del 28 gennaio scorso, tra l’ex vicedomandante Donatella Scafati e l’ex comandante Giuliani. Scafati, infatti, secondo quanto riferito nell’ordinanza, dice al comandante di aver chiesto più volte a Pizzuti di presentare domanda di trasferimento. Giuliani dice alla sua interlocutrice che fa bene a togliersela di torno. Scafati, a quel punto, dice di essere preoccupata per una eventuale reazione da parte della vigilessa e chiede a Giuliani se ciò può ingenerare reazioni in Cordova, il presidente dell’associazione Arvu. Giuliani dice a Scafati di non proccuparsi perché sa che Cordova odia Pizzuti e aggiunge che provvederà a chiamare Cordova per accertarsi della cosa. Scafati: «...Che forse è per il bene suo di fare domanda di trasferimento...». Giuliani: «Brava, hai fatto bene...! Toglietela dai coglioni Donatella! Vedi il futuro!». S: «Allora damme na dritta! Non è che quella con Cordova fanno qualche....». S: «Ah, si? sei sicuro?». G: «La odia! lo chiamo io! Se non ti richiama tutto apposto!. Ci penso io...». Si tratta di conversazioni che secondo chi indaga fanno capire come lo stesso Giuliani avesse un «potere» anche sui sindacati più rappresentativi del Corpo della Polizia Roma Capitale. Ed ecco la telefonata tra Giuliani e Cordova. Il 28 gennaio, dopo poco meno di tre ore dalla telefonata tra Giuliani e Scafati, l’ex comandante parla con il presidente Arvu. Giuliani dice al suo interlocutore di aver «trovato il modo di far mandare via Pizzuti». Giuliani: «Ho lavorato un attimino su quella cosa che...tu mi dicevi...di quella testa di ca..o della Centrale operativa...come si chiama? Pizzuti? Io penso che riesco a mandà via dal Comando...tu sei d’accordo?». A questo punto Cordova dice di essere contento se Giuliani riuscisse nell’intento. Cordova: «Ma proprio guarda me ne po’ fregà de meno..anzi se a mandà al 30esimo Gruppo so contento». Il giorno successivo, invece, Scafati riferisci a Giuliani che Pizzuti ha presentato domanda di trasferimento. Ma i carabinieri nell’ordinanza evidenziano «l’anomalia del movimento della Pizzuti, che sta nel fatto che, benché nata come esigenza della Scafati di determinarne il trasferimento, in realtà sia poi Pizzuti che chiede di essere inviata altrove». Scafati: «Parla troppo, parla troppo». Giuliani: «E a vanvera! È una millantatrice!». S: «Ma poi ultimamnente è peggiorata, lo sai? Il cervello proprio gli è peggiorato Angelo..». G: «Ma poi è ignorante». S: «È la testa, e certo». In base, dunque, a quanto verificato dai carabinieri e dalla procura di Roma, i vertici del Corpo sarebbero stati in grado di influenzare anche i sindacati dei vigili urbani.

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