Schettino torna al Giglio. E sale sulla Concordia per la prima volta dopo il tragico naufragio del 13 gennaio di due anni fa. L'ex comandante è stato autorizzare a salire a bordo del relitto, adesso raddrizzato, per un sopralluogo al generatore d'emergenza. Sulla nave, insieme a Schettino, il collegio peritale del Tribunale di Grosseto, magistrati, consulenti e legali. La “visita” alla Concordia è stata disposta nell'ambito del processo sul naufragio, dove Schettino è imputato. Giaccone di pelle scuro e occhiali da sole, Schettino è salito a bordo dal ponte 11. Ma l'ex comandante, come già ricordato dal giudice Giovanni Puliatti, non potrà avere una partecipazione attiva e non svolgerà opera di consulenza, cioè non potrà interloquire con i periti del Tribunale che visioneranno alcune parti della nave. Il sopralluogo di oggi, dopo quello del 23 gennaio scorso alla plancia di comando della nave, dovrà servire ad accertare se la sera del naufragio il generatore funzionò regolarmente o meno. Schettino è arrivato sull'isola con un traghetto martedì sera, accompagnato dal suo avvocato Domenico Pepe. Ha alloggiato sull'isola in una casa presa in affitto. Questa mattina ha lasciato la casa poco prima delle 8 per raggiungere il porto, prendendo poi parte alle operazioni preliminari prima del sopralluogo, per poter accedere in sicurezza al relitto della nave. Erano stati i legali di Schettino ad aver fatto domanda di partecipazione, per il loro assistito, al sopralluogo odierno durante l'udienza di lunedì scorso in Tribunale e i giudici avevano dato subito il loro consenso. Schettino è arrivato al porto dell'isola in auto, subito circondata da decine di operatori tv, fotografi e giornalisti. Dopo essere sceso dall'auto, l'ex comandante della Costa Concordia, pur circondato dai microfoni, non ha risposto alle domande dei giornalisti e si è quindi recato nell'albergo dove i tecnici del consorzio Titan Micoperi - come già in occasione del precedente sopralluogo - hanno illustrato le modalità per svolgere in sicurezza la ricognizione dei periti sul relitto. In alcune interviste, Schettino ha spiegato di aver chiesto di tornare al Giglio e di voler salire sulla nave spinta “dalla voglia di verità”. “Voglio metterci la faccia”, ha aggiunto. Sembra che al suo arrivo sull'isola, martedì, si sia commosso. Lui sostiene che a contibuire alla tragedia siano stati proprio i generatori difettosi, oltre a l'equipaggio mal addestrato. Il sopralluogo è durato quasi tre ore. Al termine. Schettino ha dichiarato: "Sulla nave ho dato il mio contrinuto tecnico di comandante ai miei consulenti tecnici che serviranno per l'esito finale delle perizie, sulla base delle quali si individueranno le responsabilita, io ci sto mettendo la faccia. Non posso dare nessuna spiegazione tecnica, per questo esiste un collegio peritale". Poi si è alterato quando un giornalista gli hanno fatto una domanda sull'abbandono della nave: "Se continuate ancora a parlare di abbandono nave lei non ha capito un c...o!"
Schettino al Giglio, di nuovo sulla Concordia
L'ex comandante è salito a bordo del relitto per la prima volta dopo due anni dal tragico naufragio per il sopralluogo ai generatori d'emergenza disposto dal Tribunale di Grosseto
