Attualità

Il giornalismo non concilia

di Gian Marco Chiocci «Ciao direttore, scusa per l’ora, ma è una cosa che sento dentro. Estendi i miei complimenti ai tuoi ragazzi per l’inchiesta de Il Tempo sui vigili urbani che ha portato i pm...

«Ciao direttore, scusa per l’ora, ma è una cosa che sento dentro. Estendi i miei complimenti ai tuoi ragazzi per l’inchiesta de Il Tempo sui vigili urbani che ha portato i pm ad arrestare l’ex comandante Giuliani. È pazzesco quanta tenacia avete mostrato. Bravi, bravi davvero...». Clic. Non c’è modo migliore di cominciare la giornata con una telefonata così, fatta da un investigatore importante solitamente restio a dire bravo persino a suo figlio. E bravi i ragazzi di questo giornale, con in testa il segugio Matteo Vincenzoni, lo sono stati davvero nel seguire ogni traccia (anche quelle depistanti) che ha portato questo giornale, e di conseguenza la procura capitolina, a sfogliare pagina dopo pagina l’agghiacciante Romanzo Municipale. L’ultimo capitolo è riportato in un’ordinanza d’arresto che narra di (presunti) giri di mazzette, appalti, minacce, ricatti, abusi di potere. Uno spaccato indecoroso per un Corpo, quello dei pizzardoni, dilaniato da procedimenti penali collegati già battuti da altre inchieste giornalistiche di questo quotidiano. Garantisti come siamo, ci auguriamo che gli arrestati e gli indagati di questa inchiesta e di quelle precedenti sappiano spiegare tante cose che ancora non tornano. Ma l’augurio vero è che riflettano, leggendo le carte giudiziarie, su certe espressioni intercettate a commento dei nostri scomodi reportage. Chi oggi è stato arrestato, ieri parlava così dei giornalisti ficcanaso de Il Tempo: «Sono delinquenti», «solo cani rabbiosi», «è gentaccia», piccoli scrivani abituati «a sparare con pistole a salve», «fascisti». Non contenti, qualche giorno fa, hanno avuto l’ardire di contattare il nostro Matteo e di chiedergli a brutto muso alcune cosette. Il ragazzo, testardo, li ha mandati a quel paese a nome di tutta la redazione. Quello che non ha detto loro, per educazione, glielo diciamo adesso: qui si fa giornalismo d’inchiesta, e nessuno scende a compromessi. Il Tempo è galantuomo, ma non si ferma. Aspettate ancora un po’ e capirete perché.

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