Dagli atti del prefetto Goffredo Sottile ai finanziamenti alla politica. La Procura di Roma spinge sul fascicolo più delicato nell’inchiesta sul «sistema» Cerroni. I vasti approfondimenti coordinati dal procuratore capo Giuseppe Pignatone presto potrebbero riservare nuove sorprese. A partire dal coinvolgimento della politica non solo della Regione Lazio. Perché la tela d’interessi costruita in 55 anni dal «Supremo» sarebbe risultata essere radicata e «incancrenita». Lo scenario che emerge dalle indagini dei magistrati e dei carabinieri della Tutela ambiente, appare sempre più nitido, così come le responsabilità giudiziarie ma anche politiche degli amministratori pubblici. Ad oggi, la rete di rapporti costruiti alla Pisana - grazie anche al contributo dell’ex presidente della Regione Bruno Landi - sarebbe così organizzata: gli ormai scomparsi Mario Di Carlo, assessore, e Arcangelo Spagnoli, responsabile unico del procedimento sull’emergenza rifiuti, nella precedente Giunta di Piero Marrazzo; e Romano Giovannetti, capo segreteria dell’assessore Pietro di Paolantonio, con la Giunta Polverini. Attraverso questi contatti, poi, avrebbe gestito la rete di dirigenti regionali come Luca Fegatelli e Raniero De Filippis. Tuttavia ci sarebbero altri aspetti da chiarire in riferimento ad altri politici e anche al ruolo del prefetto Sottile, finito al centro di accertamenti per un suo supposto aiuto al «sistema Cerroni», in relazione all’ordinanza del 27 dicembre 2012 con cui dispose il trasferimento della discarica da Malagrotta a Monti dell’Ortaccio. Dagli atti, emerge una zona grigia proprio sulla figura di Sottile. Lo stesso giudice per le indagini preliminari, Massimo Battistini, scrive che «al cambiamento della figura di commissario delegato», fino ad allora tenuta dal prefetto di Roma Giuseppe Pecoraro, «corrisponde una radicale modifica delle modalità di interlocuzione con il Cerroni» del nuovo commissario Sottile. Pecoraro dà le proprie dimissioni dall’incarico governativo di commissario, dopo che la sua proposta di trasferire la discarica da Malagrotta a Corcolle è bocciata «Alla fine - scrive il gip - il commissario Pecoraro aveva indicato il sito di Corcolle, uno dei pochi non di proprietà di Cerroni. La scelta di tale sito (…) era stata molto contestata, tanto che alla fine il prefetto Pecoraro si dimetterà perché non in grado di portare a termine il suo mandato». Ma, specifica il magistrato, «come sembrava scritto fin dall’inizio, la scelta finirà per concentrarsi su Monti dell’Ortaccio nel momento in cui il prefetto Sottile sostituirà (il 25 maggio 2012) il suo predecessore». Di fatti, conclude il giudice, «l’autorizzazione ambientale integrata» per Monti dell’Ortaccio, «verrà rilasciata con provvedimento del 27 dicembre 2012» da Sottile.
La lente dei pm sui finanziamenti
Dagli atti del prefetto Goffredo Sottile ai finanziamenti alla politica. La Procura di Roma spinge sul fascicolo più delicato nell’inchiesta sul «sistema» Cerroni. I vasti approfondimenti...
