Postano ogni giorno decine di foto, fanno centinaia di segnalazioni. Ma solo raramente gli interventi vanno a buon fine. Più spesso i problemi diventano cronici, annosi. E allora, non resta che suggerire soluzioni ai loro amici su come evitare i pericoli o aggirare gli ostacoli. Sono i ciclisti romani che, nella Capitale dei suv appoggiati in tripla fila, fanno comunità e invadono il web. E protestano, anche oggi che in Campidoglio c’è un sindaco che si è presentato al suo primo giorno di lavoro sulle due ruote.«Secondo voi cos’è cambiato a Roma per la ciclabilità da quando Ignazio Marino è sindaco?» si chiedeva qualche settimana fa Paolo, retwittato da @Romapedaladipiù. «Fatevelo un giretto sulle piste ciclabili di Roma – commenta un altro utente – si incontra tanta varia umanità», evidentemente riferito agli accampamenti abusivi e addirittura ai campi rom che si incontrano sulle dorsali Tevere e Aniene. Andrea, invece, twittava: «Marino pensasse a rifare le piste ciclabili invece di immobilizzare Rom». Ancora, Marco qualche giorno fa commentava così l’ennesima notizia del nuovo stadio della Roma, che dovrebbe essere costruito a Tor di Valle: «Sì, ma risistemeranno anche la ciclabile che passa lì dietro (ce la bloccheranno?) faranno passaggi ciclabili? Nuovo raccordo con metro?». Il tutto infarcito di foto con auto parcheggiate sulle ciclabili ‘disegnate’, interruzioni di ogni tipo, foglie e sporcizia. Allarmi di solito inascoltati. Dopo la delusione della finta pedonalizzazione dei Fori Imperiali, per la quale hanno anche protestato il settembre scorso occupando la strada e chiudendola davvero al traffico, in realtà ora i riflettori di tutto il mondo ciclistico capitolino è puntato verso lo «sciagurato» progetto della pista di via Nomentana. Su «ciclabilenomentana.wordpress.com» il post del 28 gennaio ne racconta punto per punto le criticità: «Ai passi carrabili – si legge - i ciclisti devono dare la precedenza, in molti punti la pista scompare, a metà strada ci si sposta dal lato destro al sinistro della Nomentana, e per evitare il tratto un po’ in pendenza nei pressi di Via Bencivenga si fa un giro di un chilometro nell’ansa dell’Aniene. Che facciamo? Ci incazziamo?». L’architetto, tra l’altro, è lo stesso della pista di viale Palmiro Togliatti, quella «bella, ma che finisce in mezzo alla strada». Ma quanti sono davvero i «ciclisti» a Roma (i veri, non quelli della domenica)? Nonostante i cliché che parlano dei romani come un popolo di sedentari, l’Agenzia per la Mobilità nel 2012 ha individuato fra le 150mila e le 170mila persone che utilizzano abitualmente (almeno 5 volte a settimana) la bicicletta per i propri spostamenti: rispetto al 2010 si è passati dallo 0,4% a un 4%, percentuale che si eleva fino al 7% per la fascia di età tra i 24 e i 60 anni, e arriva a circa il 10% tra gli anziani residenti nella zona 1 (ztl più mura Aureliane).
Il popolo del web furibondo con il sindaco
Gli amanti delle due ruote usano i social network per sfogarsi con Marino: «Da quando ci sei tu piste ciclabili peggiorate»
