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Un napoletano su due non paga le tasse

A lanciare l'allarme è la Corte dei Conti in un documento con cui respinge il piano di riequilibrio finanziario del Comune di Napoli

NAPOLI Una città fallita, dove un cittadino su due non paga le tasse e le multe e dove il livello di evasione fiscale è senza paragoni. A lanciare l'allarme è la Corte dei Conti in un documento con cui respinge il piano di riequilibrio finanziario del Comune di Napoli, dopo averne valutata la «non congruenza ai fini del riequilibrio». Secondo i magistrati contabili, il Comune di Napoli sarebbe «incapace» di riscuotere le tasse dovute, causando un tasso di evasione superiore al 50%. E, ancora, l'amministrazione della città - guidata da Luigi De Magistris - avrebbe fatto registrare una percentuale pari al 30% di multe cancellate. Tra i rilievi, quello dell'incapacità a riscuotere le imposte, soprattutto la tassa per i rifiuti ma anche l’Ici, e le multe. Ma anche le «rilevanti perplessità - scrivono i giudici campani della Corte dei Conti - sulla congruità e consistenza del risultato di amministrazione alla data del 31/12/2012» per il «mantenimento di partite creditizie risalenti ad annualità superiori ai 10 anni» per oltre 68 milioni di euro. L’incapacità di riscuotere le tasse è un vero e proprio macigno sulle casse comunali, se si considera che sul bilancio 2012 rappresentano l’88% delle entrate per 1,15 miliardi di euro. In realtà, l’amministrazione comunale partenopea aveva provato a fare una «pulizia» dei bilanci nel 2011 con una revisione straordinaria dei residui. Una svalutazione sulla quale i magistrati contabili alla fine dello scorso anno avevano chiesto delucidazioni. Un disavanzo di circa 780 milioni che secondo il Comune sarebbe stato «coperto» quasi completamente da un piano di dismissioni immobiliari per 730 milioni. Invece, secondo la Corte dei Conti la mancanza di tempi certi sulle vendite «esprime l'assenza, da parte dell'Ente, di un effettivo controllo delle operazioni poste in essere e di quelle da intraprendere». L’ultimo rilievo riguarda le spese per il personale, che secondo i magistrati sono sottostimate. Motivi per cui il presidente Valentino lo scorso 20 gennaio non ha firmato il piano di rientro. Ieri sono state depositate le motivazioni e il Comune ha un mese di tempo per presentare il ricorso.

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