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Il pg della Cassazione: un nuovo dibattimento per piazza della Loggia

No alle assoluzioni degli imputati per la strage di piazza della Loggia. «La mia coscienza di cittadino mi dice di chiedere alla Corte di mettere i suoi strumenti di fronte alle carenze di una...

No alle assoluzioni degli imputati per la strage di piazza della Loggia. «La mia coscienza di cittadino mi dice di chiedere alla Corte di mettere i suoi strumenti di fronte alle carenze di una sentenza d’appello che non può essere accettata come ultimo avvicinamento alla verità», ha detto ieri il sostituto procuratore generale di Cassazione, Vito D'Ambrosio, che ha chiesto ai giudici della V sezione della Suprema Corte di annullare il verdetto di assoluzione emessa dalla Corte d’Assise d’Appello di Brescia il 14 aprile 2012, e di disporre un processo d’appello-bis. Secondo D'Ambrosio, va accolto il ricorso della Procura generale di Brescia e quindi va celebrato un nuovo processo a carico di Carlo Maria Maggi, Maurizio Tramonte e Delfo Zorzi. Inoltre, va accolto il ricorso presentato da una parte civile nei confronti di Francesco Delfino: la posizione di Delfino, infatti, non è stata impugnata dalla Procura bresciana. Per lui, dunque, D’Ambrosio chiede che sia celebrato un processo ai soli fini civili, essendo passata in giudicato la sentenza di assoluzione pronunciata nei suoi confronti. «Ci sono 40 anni di distanza da quei fatti - rileva il pg - con un annullamento questo periodo di tempo si allungherebbe ancora, mentre tutti avrebbero bisogno della parola fine per questa vicenda allucinante, poiché un Paese non può attendere tutto questo tempo», ma le sentenze di assoluzione non possono «essere accettate». Secondo il pg, Carlo Maria Maggi, medico in pensione e leader di Ordine Nuovo «è stato il mandante e l'ideatore della strage» e «bisogna rivedere» anche le posizioni di Delfo Zorzi, oggi imprenditore in Giappone, accusato di aver procurato l'ordigno che scoppiò in piazza della Loggia, e di Maurizio Tramonte, informatore del Sid (servizio informazioni difesa). La posizione di Delfino, ex generale dei carabinieri, inoltre, sottolinea D'Ambrosio, «riassume la pagina più amara di questo processo e il ruolo più negativo degli apparati dello Stato. Non riesco a capire perché la Procura non ha impugnato la sua assoluzione». A Brescia il 28 maggio 1974 morirono otto persone e oltre cento rimasero ferite (alcune orribilmente mutilate) a causo dello scoppio di una bomba nel corso di una manifestazione in piazza della Loggia. In aula ieri era presente anche Manlio Milani, che presiede l'associazione dei familiari delle vittime e perse la moglie nel sanguinario attentato. In questo processo fu coinvolto, ma sempre assolto, Pino Rauti, oggi deceduto, che era stato fondatore del centro studi di Ordine Nuovo.

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