È un appalto da quattro milioni di euro che ha dato il via all’operazione, condotta dal nucleo tributario della guardia di finanza e dal Ros dei carabinieri, che ha portato agli arresti domiciliari per l’ex generale dell’arma, Antonio Ragusa e per il consulente ed ex giornalista Luigi Bisignani. Gli iscritti nel registro degli indagati sono dieci. Secondo l’accusa si tratta di un appalto sostanzioso per la «razionalizzazione della gestione dei sistemi informatici della Presidenza del consiglio dei Ministri» che, a detta del gip Maria Paola Tomaselli non sarebbe stato effettuato «nel rispetto dei principi di imparzialità e parità di trattamento» e che anzi sarebbe stato caratterizzato «da un’intensa ed ininterrotta attività, posta in essere da una pluralità di soggetti nelle fasi immediatamente precedenti la formale indizione della gara, volta a predeterminarne il risultato». Le indagini condotte dalla procura capitolina partono da una nota che l’ex generale Ragusa - all’epoca dei fatti, siamo nella primavera del 2010, capo dipartimento per le risorse strumentali della Presidenza del consiglio - invia ai suoi superiori: un suggerimento per ottimizzare il lavoro del suo ufficio e che diventa, sostengono i giudici, il cavallo di Troia per inserire all’interno dell’affare stesso, amici e parenti dell’ex graduato. Secondo l'impianto accusatorio, infatti, Ragusa sarebbe riuscito a far assegnare la gara all'associazione temporanea di imprese di cui facevano parte la Selex Service Management (gruppo Finmeccanica) e la Italgo spa. Poco tempo dopo la Italgo acquista dalla «Four Consulting», di Marco Napoli e Luigi Bisignani, 50 computer Apple per un importo di oltre 112mila euro.
Per un appalto a Palazzo Chigi nei guai Bisignani
È un appalto da quattro milioni di euro che ha dato il via all’operazione, condotta dal nucleo tributario della guardia di finanza e dal Ros dei carabinieri, che ha portato agli arresti domiciliari...