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«Biglietti dei bus tossici». Relazione choc ai pm

Una relazione tecnica-investigativa sui titoli di viaggio commissionata dall’Atac a un pool napoletano di esperti e consegnata alla procura di Roma rivela la tossicità

I biglietti Metrebus di Roma, che ogni giorno passano di mano in mano tra rivenditori e passeggeri dei mezzi pubblici, sarebbero nocivi per la salute. Contengono, infatti, bisfenolo A: una sostanza ritenuta tossica. A rivelarlo è la relazione tecnica-investigativa sui titoli di viaggio commissionata dall’Atac a un pool napoletano di esperti e consegnata alla procura di Roma, ancora alle prese con l’indagine sulle falle nel sistema di bigliettazione e su eventuali responsabilità in episodi di clonazione dei ticket. Per la stampa dei biglietti di bus e metro viene utilizzata prevalentemente una carta termica prodotta in Germania e «destinata a tirature molto modeste», spiega la relazione firmata da uno studio legale di Napoli. In realtà, il contratto siglato tra Atac e la tipografia Mecstar di Pomezia prevede una fornitura annuale di ben 116.120.000 titoli di viaggio, una tiratura tutt’altro che modesta. Tra le «controindicazioni» di questa carta vengono annoverate dai tecnici le «possibili cancellazioni dello stampato causate da fonti di calore» o dovute al contatto con «alcool, solventi vari e sostanze grasse». Ma a destare più preoccupazione è «un altro problema: il contenuto di bisfenolo A». «Numerosi studi, ricerche e sperimentazioni - si legge nell’indagine - hanno dimostrato l’effetto particolarmente nocivo di Bpa nei riguardi del sistema endocrino, in particolare l’apparato genitale maschile, e specialmente nei bambini e neonati, oltre che nella fase pre-natale». A partire dagli anni ’50 è iniziato un utilizzo massivo di bisfenolo A da parte delle industrie della plastica, con più di 3,5 milioni di tonnellate prodotte ogni anno. È un composto utilizzato soprattutto per gli imballaggi e i contenitori alimentari, come piatti di plastica e rivestimenti interni di barattoli e lattine. Ma si trova anche nella carta termica impiegata per gli scontrini, i biglietti della lotteria, treni e bus, e si trasferisce agli uomini per contatto. «Tenendo fra le dite uno scontrino di carta termica per 5 secondi, si trasferiscono da 0,2 a 0,6 microgrammi se la pelle è secca - si legge nella relazione consegnata in Procura - Mentre nel caso di pelle umida o molto grassa, l’assorbimento risulta 10 volte maggiore. Il contatto ripetuto per 10 ore al giorno, come accade per il personale alle casse dei supermercati, può provocare l’assorbimento di bisfenolo A fino a 71 microgrammi». Lo stesso discorso potrebbe estendersi anche a chi maneggia di continuo i biglietti Metrebus: tabaccai, edicolanti e controllori. E gli esperti lo confermano nel loro report: «In considerazione dell’elevato maneggio dei titoli di viaggio Atac, per quanto al momento non obbligatorio, sarebbe opportuno evitare l’impiego di carta termica contenente Bpa». Nella lista dei 12 peggiori interferenti endocrini, insieme a diossina, arsenico, mercurio, piombo e pesticidi, troviamo anche il bisfneolo A. È un vero e proprio ormone sintetico a cui si associa la comparsa di numerose malattie: dal cancro al seno e alla prostata, fino a problemi di infertilità, infarto, obesità, disturbi emotivo-comportamentali nei bambini. In America, nell’agosto del 2010, è stata bandita la fabbricazione di contenitori di cibi e bevande contenenti Bpa, a seguire il Canada lo ha dichiarato una sostanza tossica. A gennaio 2011 la Commissione europea ne ha proibito l’impiego nei biberon. L’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa) aveva fissato una dose giornaliera tollerabile di 0,05 milligrammi per chilogrammo di peso corporeo, ma lo scorso gennaio ha raccomandato di abbassarla a 0,005 milligrammi. Secondo l’Arpa dell’Emilia Romagna «non esistono dosi-soglia al di sotto delle quali l’esposizione si possa ritenere sicura», risulta pertanto «necessario contenere il rischio per la salute dell’uomo».

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