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Maradona: «Non ho evaso 40 milioni di euro»

L'ex giocatore: "Contro di me una persecuzione. Ai contratti pensavano i miei procuratori e l’allora presidente del Napoli Ferlaino"

Il palcoscenico non è quello del San Paolo e il suo gol non vale lo scudetto per gli Azzurri. Stavolta il campo è quello del Parlamento Europeo e un suo gol stavolta vale la reputazione, quella faccia che Diego Armando Maradona ha perso agli occhi del mondo per una presunta frode fiscale da quaranta milioni di euro di cui ben 34 di interessi a fronte dei sei riportati su quella cartella esattoriale che l’ex Pibe de Oro non ha mai visto. Al suo fianco non ci sono Alemao e Careca, ma l’eurodeputato Enzo Rivellini che si è fatto portavoce di una istanza presso Bruxelles e l’avvocato Angelo Pisani che stanno servendo all’ex campione l’ssist per il gol per mettere al tappeto Equitalia. Diego, come ci si sente nei panni dell'evasore fiscale? «Io non sono un evasore. Io non sono mai scappato. Se sono qui è solo per far vincere la giustizia e so che prima o poi vincerò questa battaglia. Mi rammarica l’idea che ci sia qualcuno in questo Paese che crede che io sia un evasore, ma non ho tolto un solo euro agli italiani, sia chiaro». Insomma sei un perseguitato? «Esattamente. Non sono un evasore e voglio continuare a venire in Italia, ma non essere perseguitato dal fisco. Non sono in cerca di lavoro, voglio continuare a venire per vedere una partita di calcio o per incontrare e salutare i miei tanti amici. Punto, ma non è ammissibile quello che stanno facendo a me». Eppure il Fisco parla di contratti milionari e di denaro mai entrato nelle loro casse? «Io ho fatto il calciatore. Quando sono venuto al Napoli ho pensato solo a giocare, ai contratti pensavano i miei procuratori e l’allora presidente del Napoli Ferlaino. Eppure dopo tanti anni, Ferlaino e il mio procuratore di allora (Coppola, ndr) possono girare tranquillamente senza che nessuno dica loro nulla, mentre io che con la maglia del Napoli ho fatto più di cento gol, mi ritrovo con le spalle al muro, con problemi che non conosco, costretto a togliermi orologi e orecchino. Ripeto, non sono un evasore. E la verità verrà a galla prima o poi». Si parla di 40 milioni? «Ma io non li ho questi soldi, non li ho guadagnati neppure nella mia carriera. Non ho ricevuto alcuna cartella che peraltro parla di 6 milioni (34 sarebbero gli interessi che aumentano di migliaia di euro ogni giorno, ndr). Nessun giudice mi ha mai condannato, le Entrate sì. Ma adesso vedremo cosa succede perchè voglio girare per Napoli e per l’Italia a testa alta, sono una persona onesta, non un malfattore». Che effetto ti ha fatto tornare al San Paolo? «Sempre bello, il mio stadio, le mie grandi emozioni divise con tutti i napoletani». Un po’ portafortuna, sei arrivato e Callejon ha segnato il vantaggio e poco dopo è arrivato il raddoppio del tuo pupillo Higuain. «Solo fortuna. Da molte parti si dice c.... Il Napoli ha giocato veramente bene e meritato la finale». Può vincere lo scudetto? «Al momento credo proprio di no. La Juve è troppo lontana. Il Napoli in prospettiva può arrivare al titolo ma ha bisogno di avere una rosa più ampia perché oggi si gioca troppo e De Laurentis deve fare un ulteriore sforzo e dare al tecnico una rosa più ampia». Benitez è il tecnico giusto? «Certo che lo è. Serio, preparato, studia moltissimo. Lo conobbi a Liverpool e mi ha fatto subito una bella impressione». De Laurentiis vuole che tu faccia l’ambasciatore del Napoli nel mondo? «Lo ringrazio e fin da oggi sono a sua disposizione, ma adesso debbo pensare a risolvere i miei problemi. Poi, si vedrà». Altro non aggiunge perchè arriva l’inviato delle Iene e si scatena il putiferio per un servizio su una presunta sponsorizzazione per sigarette elettroniche tramite una persona vicina a Maradona con compenso da pagare all’estero. Ma Diego non cede e replica stizzito. «Tranquillo, sto attento. Non sono un portiere ma so come bene come difendermi». Ora aspetta solo il pronunciamento di Bruxelles e atteso entro sei settimane da oggi e forse la parola fine su questa vicenda.

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