Ancora foibe nell’occhio del ciclone. A pochi giorni dalla Giornata del ricordo, questa volta è Antonello Venditti che accende i riflettori sulla tragedia dell’Istria e Dalmazia. Durante il concerto dell’altra sera al Teatro Politeama Rossetti di Trieste, il cantautore romano avrebbe detto: «Lasciamo stare le foibe, che sarete stufi di sentire nominare». Gelo in sala. Poco dopo, per tenere desta l’attenzione, avrebbe aggiunto: «Sono cresciuto a Roma nel quartiere Trieste, quartiere fascista. C’è qualche fascista in sala? Speriamo di no». A riportarlo è Paolo Rovis, capogruppo al consiglio comunale di Trieste del Nuovo centrodestra, che trascrive le parole di Venditti su un post apparso sulla sua pagina Facebook. «Se le dichiarazioni di Antonello Venditti, rilasciate a Trieste a pochi giorni dalle celebrazioni per il Giorno del Ricordo, si rivelassero vere - dichiara il direttivo del comitato 10 febbraio - saremmo di fronte all’ennesima "sparata" frutto dell’ignoranza storica e di una certa anacronistica ideologia che ormai, da oltre 60 anni, si cerca di demolire. Non staremo qui a spiegare al cantautore romano che il dramma delle foibe e dell’esodo è nazionale e ha coinvolto italiani e italiane di ogni credo politico, età ed estrazione sociale. Una vera e propria "pulizia etnica", tesa a snazionalizzare una regione di cultura e tradizione italiana e non a colpire un manipolo di "fascisti". Ma certo Venditti, troppo preso dai suoi componimenti, parla senza sapere e studiare, forse per ritagliarsi 5 minuti di una popolarità in calo. Qualunque rigurgito negazionista e riduzionista va duramente stigmatizzato,soprattutto se proposto da una figura che gode di un certo seguito. Ci vergognamo per lui». Nei giorni scorsi si è tanto parlato di foibe, soprattutto all’indomani delle contestazioni giunte a Simone Cristicchi, autore dello spettacolo intitolato «Magazzino 18». Lo show di Cristicchi è stato contestato proprio perché parlava della tragedia delle foibe in modo del tutto inedito. Per la prima volta Cristicchi ha messo in evidenza la tragedia degli esuli. La tragedia di chi è stato costretto ad abbandonare le proprie cose per partire verso mete lontane. Perdendo tutto quello che aveva. Lo spettacolo di Cristicchi è stato trasmesso anche sulla Rai nel Giorno del ricordo, lo scorso 10 febbraio. Ma nemmeno questo è riuscito a legittimare una diversa lettura degli avvenimenti. Nemmeno questo è riuscito a creare una memoria condivisa su quello che è successo in Italia alla fine della seconda guerra mondiale.
Venditti sulle foibe: «Stufi di sentirle nominare»
Ancora foibe nell’occhio del ciclone. A pochi giorni dalla Giornata del ricordo, questa volta è Antonello Venditti che accende i riflettori sulla tragedia dell’Istria e Dalmazia. Durante il concerto...
