Attualità

Come evitare le trappole della rete per i minori

Andrea Acalia.acali@iltempo.it «Non vogliamo creare tragici allarmismi ma far capire che come il mondo presenta delle trappole, così il mondo del virtuale ha delle insidie e dei tranelli. Per i...

«Non vogliamo creare tragici allarmismi ma far capire che come il mondo presenta delle trappole, così il mondo del virtuale ha delle insidie e dei tranelli. Per i giovani di oggi il web è una cosa normale, una "piazza" in cui trovano amici e socializzano. Non è altrettanto normale che i genitori non ne sappiano nulla, o assai poco». Così Maria Rita Munizzi, presidente del Movimento italiano genitori, ha illustrato la campagna sull’uso responsabile del web che vede Milly Carlucci come madrina. L’iniziativa «Per un web sicuro», giunta alla terza edizione, è stata presentata ieri presso il Dipartimento della Pubblica Sicurezza al Viminale, in collaborazione con la Polizia Postale, alla vigilia del «Safer Internet Day». «Vogliamo fornire formazione e informazione a genitori e insegnanti - ha continuato la dottoressa Munizzi - L’obiettivo è di raggiungere 40.000 persone con questa campagna». Controllare, infatti, spesso non basta. Come ha evidenziato la presidente del Moige, oggi i giovani «hanno una grande disponibilità di accesso al wi-fi e con questo alla pornografia. Ad esempio la nuova frontiera è il sexting, lo scambio di video e foto hot attraverso la messaggistica che rappresenta l’anticamera del cyberbullismo». Situazioni che rappresentano una grande insidia, come ha sottolineato il direttore del Servizio Polizia Postale Apruzzese: «Una delle tentazioni è quella di "nascondere la manina". Bisogna capire - ha detto rivolto ai ragazzi presenti - che la fesseria fatta sul web diventa una fesseria mondiale, e allora si va a cercare la manina... Fare i furbi in rete non significa farlo in un altro mondo. Dobbiamo trovare insieme delle regole». E proprio l’importanza del ruolo dei ragazzi, «nativi digitali», è stata sottolineata da Milly Carlucci: «Noi adulti non siamo sufficientemente "educati", per voi il web è una cosa naturale. Bisogna sensibilizzare di più i "grandi" sui rischi che si corrono sul web». Dallo studio promosso dal Moige in preparazione a questa campagna, condotto da Tonino Cantelmi, professore incaricato di Psicologia dello sviluppo e dell’educazione alla Lumsa, su un campione di circa 1000 studenti delle scuole elementari, medie e superiori, è emerso che 9 minori su 10 (l’87,8%) navigano in rete quotidianamente. Il 18% degli intervistati afferma di trascorrere in rete più di 3 ore al giorno: di questi, 5 su 10 (50,5%) ha dagli 11 ai 13 anni. Solo 1 su 10 si connette per studiare, mentre 1 su 4 preferisce chattare. Ben 6 ragazzi su 10 si divertono nello scambiare foto o video hot e addirittura 14 minori su 100 hanno accettato un appuntamento al buio con sconosciuti. E solo 3 genitori su 10 sono attenti all’uso che i loro figli fanno di internet.

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.