Le Nazioni Unite contro il Vaticano. La commissione Onu per i diritti dei minori attacca la Santa Sede su pedofilia, aborto, contraccettivi e omofobia. In un duro rapportosi esprime la preoccupazione perché le autorità religiose di San Pietro non hanno «riconosciuto l’estensione dei crimini commessi dai pedofili», non ha adottato «le misure necessarie per affrontare i casi di abusi sessuali sui bambini e per proteggerli» e, al contrario, ha perseguito «politiche e pratiche che hanno condotto alla continuazione degli abusi e all’impunità dei responsabili». Per questo l'Onu chiede «la rimozione immediata» di tutti i preti che si sa o si sospetta siano responsabili di abusi sui minori e di consegnarli alle autorità civili. Non solo. la commissione ha esortato la Santa Sede a rivedere le sue posizioni su aborto, contraccezione e omosessualità. Il comitato per l’applicazione della Convenzione per i diritti del fanciullo (Crc) ha invitato il Vaticano ad aprire indagini sui pedofili e sui membri del clero che hanno nascosto questi crimini. E anche a «rivedere le sue posizioni sull'aborto» nel momento in cui è a rischio la vita e la salute delle donne in gravidanza, modificando il canone 1398 in materia. In particolare, il rapporto cita il caso del 2009 in Brasile dove furono sanzionati madre e medico per aver salvato la vita a una bambina di nove anni rimasta incinta dopo essere stata violentata dal patrigno. Critiche anche sulla posizione della Chiesa sulla contraccezione ai fini di tutelare le adolescenti e prevenire l'Aids. Per quanto riguarda l'omosessualità, inoltre, il Comitato Onu ha chiesto alla Santa Sede di «fare pieno uso della sua autorità morale per condannare tutte le forme di molestie, discriminazione e violenza contro i bambini sulla base del loro orientamento sessuale e di quello dei loro genitori». Nel documento, infine, si esprime «preoccupazione» per «la situazione degli adolescenti reclutati dalla Legione di Cristo e da altre istituzioni cattoliche separandoli dalle loro famiglie e isolandoli dal mondo esterno». L'Onu raccomanda a questo proposito la «deistituzionalizzazione» di questa prassi e la «riunificazione» dei ragazzi con le loro famiglie, qualora possibile. Tra le altre raccomandazioni del Comitato anche quella di assicurare «canali accessibili, confidenziali ed efficaci» ai bambini vittime o testimoni di abusi, assistendo le famiglie e prevenendo qualsiasi altra forma successiva di violenza. La Santa Sede si dice «sorpresa» dell’attacco, parla di «tesi ideologiche» e, comunque, assicura che il dossier sarà oggetto di esame e studio. In una nota si fa sapere che «alla Santa Sede rincresce di vedere in alcuni punti delle osservazioni conclusive un tentativo di interferire nell'insegnamento della Chiesa cattolica sulla dignità della persona umana e nell'esercizio della libertà religiosa». In ogni caso, «la Santa Sede reitera il suo impegno a difesa e protezione dei diritti del fanciullo, in linea con i principi promossi dalla Convenzione sui diritti del fanciullo e secondo i valori morali e religiosi offerti dalla dottrina cattolica». Premettendo che «bisognerà aspettare, leggere attentamente e analizzare in dettaglio quanto scrivono i membri della Commissione Onu», monsignor Silvano Tomasi, Osservatore permanente del Vaticano presso l'Ufficio Onu di Ginevra, non nasconde la sorpresa: «Probabilmente delle Organizzazioni non governative, che hanno interessi sull’omosessualità, sul matrimonio gay e su altre questioni, hanno avuto le loro osservazioni da presentare e in qualche modo hanno rafforzato una linea ideologica». Per Tomasi, poi, «manca la prospettiva corretta e aggiornata che ha visto una serie di cambiamenti per la protezione dei bambini difficile da trovare in altri istituzioni o addirittura in altri Stati». E, per concludere, «alcune affermazioni sono molto scorrette».
L’Onu contro la Chiesa «Tutela i preti pedofili»
Duro attacco del comitato per i diritti dei minori
