Scattano i primi interrogatori per fare luce sul blitz che ha permesso la fuga di Domenico Cutrì, l'ergastolano evaso mentre stava entrando nel tribunale di Gallarate lunedì scorso. Tre persone sono state portate nella caserma dei Carabinieri di Gallare nella tarda serata di ieri e sono state sentite in relazione al commando che ha liberato il boss di origini calabresi detenuto nel carcere di Busto Arsizio e condannato come mandante dell'omicidio di un polacco di 22 anni che nel 2006 si era macchiato di un complimento di troppo nei confronti della sua fidanzata. Al blitz aveva partecipato anche il fratello dell'evaso, Antonino, rimasto ucciso nella sparatoria con gli agenti. Dopo un lungo interrogatorio, durato tutta la notte, i tre, tutti pregiudicati residenti nella zona dell'hinterland milanese dove vive la famiglia Cutrì, sono stati posti in stato di fermo. Gli inquirenti ritengono che possano aver avuto un ruolo nell'evasione del boss. A loro carico i Carabinieri hanno raccolto gravi elementi di colpevolezza. Napoli. Un quarto uomo è stato fermato dai Carabinieri di Varese e del comando di Napoli nell'ambito dell'inchiesta per l'evasione di Domenico Cutrì. Si tratta di un pregiudicato originario di Napoli, ma tempo stabilitosi nell'area a cavallo dell'alto milanese e del novarese. Intanto i primi tre fermati, che ora sono agli arresti nel carcere di Busto Arsizio, hanno negato ogni addebito. I tre sono trentenni residenti nell'alto milanese, tra Inveruno e Magenta, e almeno uno di questi ha importanti precedenti penali. Gli investigatori non hanno fornito i nomi delle persone fermate.
Fuga del boss Cutrì, quattro fermati per il blitz a Gallarate
Tre pregiudicati tutti residenti nell'hinterland milanese sono stati interrogati e sottoposti a fermo. Un quarto uomo è stato intercettato a Napoli. Sono sospettati di essere coinvolti nel blitz di lunedì in cui è morto il fratello dell'evaso, Antonino Cutrì
