«Abbiamo perso tutto. Avevamo un metro e mezzo d’acqua in casa e dall’ufficio tecnico ci hanno detto che potevamo tornarci, che non c’era alcun pericolo. E come ci torno io a casa con i miei figli? Con le bombole da sub?». Maria Rosaria Cacace è una delle 22 persone che fino a ieri sera sono state ospitate nella scuola «Alessandro Magno» in via Oscar Ghiglia, ad Acilia. Ha gli occhi vuoti e stanchi mentre ricorda quanto gli è costata l’alluvione: «Quando i vigili del fuoco sono arrivati nel mio villino al piano terra, in via Alessandro Dal Bosco, a Stagni, avevano l’acqua fin sui fianchi - spiega - Non abbiamo più niente, stamattina appena arrivati qui, ci hanno dovuto perfino prestare vestiti e scarpe». Con lei, il marito e le due figlie di 10 e 26 anni, ci sono altri otto nuclei familiari, tra cui 4 bambini, una donna incinta e 4 cani. Naturalmente non sono gli unici residenti del X Municipio ad aver dovuto lasciare le proprie case: solo i vigili del fuoco hanno portato via dal quartiere Stagni 65 persone. I ventidue ospiti nella palestra, già spostati dalla scuola «Parini» di via delle Azzorre perché considerata a rischio esondazione, sono quelli che non avevano alternative. Ieri sera per loro un nuovo trasferimento dalla scuola di Acilia, chiusa per essere disinfettata e riaperta martedì agli alunni, al centro sportivo della Finanza di via Croviana, all’Infernetto. Il numero delle persone ricoverate nel centro di accoglienza delle Fiamme Gialle è salito a cinquanta. «Io domani mattina dovrei andare a lavoro - dice Mauro Cartolari - ma non ho più neanche i vestiti con i quali presentarmi». «Io ho 76 anni - racconta Domenico Cimini, residente in via Albino Bottesi - ho la leucemia come mio figlio, mia moglie si regge solo per noi. Non abbiamo più niente, perché il sindaco o gli amministratori non fanno qualcosa?». «Io abito in un seminterrato in via dei Navicellari, a Ostia - spiega Mansueto Atzori - Ho un cancro e il medico mi ha vietato di tornare in una casa che, pur asciugata, sarà piena di muffa». «Da quando siamo qui, mia figlia di 11 anni - aggiunge la moglie, Anna - non mangia nulla. La proprietaria di casa che ci ha affittato il seminterrato, ci ha negato la possibilità di stare nell’appartamento al piano di sopra, nonostante sia libero, perché l’ha promesso a un altro locatario. Ma noi con una bambina come facciamo?». «Ci stiamo attivando con la direzione sanitaria dell’Asl Roma D, con la comunità di Sant’Egidio, con le parrocchie -dice Giacomina Di Salvo, assessore all’Urbanistica del X Municipio - la Protezione civile non ci ha fornito strutture e sul territorio non ci sono edifici comunali in grado di ospitare gli sgomberati. Bisogna pensare per il futuro alla gestione dell’emergenza». Questa mattina, al fine di consentire le verifiche dei plessi scolastici da parte dell’unità organizzativa tecnica, tutte le scuole resteranno chiuse.
"Vogliono ripotarci a casa, ma c’è un metro d’acqua"
Tra gli sfollati malati di leucemia e bambini
