Caro direttore, scrivo per rabbia e per tristezza. Ieri ero frastornato, turbato dalla popolarità che il mio disegno ha raggiunto con il tweet del Vaticano. Frastornato ma felice. Perché ho visto che il mio Superpope è «arrivato» alla gente. Perché quando sei un artista, vivi, crei, produci, trasformi le cose per esprimere un’idea, un concetto. E tutto cio che desideri, tutto ciò che vuoi è che la tua idea, il tuo concetto, arrivi alla gente. Un artista sa che non avrà la gloria né la richezza. La sua unica soddisfazione è esprimere un messaggio che arrivi a chi lo guarda. Papa Francesco è un supereroe ma un uomo potente che sa mettere il suo potere a servizio della gente. Un uomo che capisce il dolore, lo rispetta e sa confortare chiunque. Un uomo che e’ dalla parte dei deboli, dei derelitti, degli oppressi, esattamente come un supereroe… Ieri ero felice che il mio messaggio, fosse arrivato alla gente. Oggi sono triste. Mi sono svegliato e Superpope non c’era più. Gli addetti al decoro urbano del Comune sono venuti, scortati dalla polizia e stamattina molto presto lo hanno rimosso. Stracciato e buttato via. Perchè? Non ho danneggiato il muro del palazzo di Via Plauto. Non l’ho danneggiato ne rovinato. Il mio disegno era su carta, attaccato al muro con la colla. Una colla che con l’acqua si scioglie. Tutto materiale biodegradabile. Nulla di permanente. Eppure lo hanno rimosso, stracciato e buttato via. Che tristezza, Superpope non c’e più. Lo sostituirò presto con un antieroe, indovinate chi?
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