Attualità

«I gesti antisemiti, miserabile provocazione»

Parole durissime di Napolitano contro l’episodio davanti alla Sinagoga di Roma: «Insulto assimilabile solo alla stessa ripugnante materia usata in quei pacchi»

«Una democrazia non può in alcun modo ignorare - ha premesso - i rischi cui possono essere esposti, e tornare ad essere esposti, "gli innocenti e gli indifesi di sempre" come li ha definiti il presidente Gattegna: "gli ebrei, i rom, i sinti, i disabili, i malati di mente, gli omosessuali". E vi aggiungo gli stranieri». La celebrazione della Giornata della Memoria, ha sottolineato Napolitano, è diventato «un tassello essenziale del rafforzamento delle basi di conoscenza, di sensibilità umana e morale, di combattività in difesa della pace e dei diritti umani, basi fondamentali della nostra democrazia». Napolitano, inoltre, ha accennato al provvedimento in discussione al Senato per l'introduzione del reato di negazionismo: «Non posso dire nulla in proposito per rispetto delle prerogative del Parlamento, che saprà certamente discutere con attenzione e saggezza», ha spiegato, sottolineando di aver «altamente apprezzato» quel che ha scritto qualche mese fa il presidente dell'Unione delle comunità ebraiche italiane Renzo Gattegna, secondo il quale «la Memoria si tutela al meglio, ma soprattutto si difende nel modo migliore, privilegiando le armi della cultura e dell'istruzione». «Ed è esattamente in questo modo – ha aggiunto – che abbiamo cercato di muoverci in questo periodo». La lotta contro i rigurgiti di antisemitismo e ogni forma di razzismo va combattuta, ha rilevato Napolitano, anche a livello europeo: «L'Europa non può tollerare che vengano calpestati i principi e i valori su cui oggi si poggia l'Unione e che si tenti di sconvolgere il senso del suo tormentato percorso storico». Un ruolo fondamentale ha anche la scuola per «lo sviluppo di una comune coscienza storica e civile a presidio di un clima di autentico rispetto per l'ebraismo e di vigilanza contro ogni insorgenza di antisemitismo comunque camuffato», ha concluso il Capo dello Stato. Nella giornata della Memoria sono intervenuti anche altri esponenti della politica. «Non dobbiamo mai abbassare la guardia – ha commentato il ministro dell'Integrazione, Cecile Kyenge – Questa giornata ci deve mettere tutti di fronte alle nostre responsabilità». Per Maria Chiara Carrozza, ministro dell'Istruzione, «essere europei vuol dire non dimenticare mai Auschwitz, e non farlo neppure oggi, mentre ci avviciniamo alle elezioni europee». «Chi rappresenta le istituzioni - ha invece ricordato il presidente della Camera, Laura Boldrini - ha, tra i suoi doveri, quello di mantenere viva la memoria della barbarie che attraversò e sconvolse il nostro continente: lo sterminio di ebrei, rom, sinti, omosessuali, disabili, antifascisti». Renzo Gattegna, presidente dell'Ucei, ha invece usato toni più positivi per definire la situazione dell’Italia. La «recrudescenza dell'antisemitismo» ci investe meno di altri Paesi, ha spiegato. «Forse è merito delle leggi che abbiamo, delle condizioni ambientali», ma «non possiamo abbassare la guardia, perché assistiamo a continui tentativi da parte di gruppi razzisti, estremisti e xenofobi di organizzare manifestazioni e cortei fortemente offensivi nei confronti di gruppi minoritari». A sua volta l’Associazione nazionale magistrati, nel ricordare «l'orrore della Shoah, delle leggi razziali e della persecuzione degli ebrei», ha sottolineato che «ogni forma, anche nascosta, di antisemitismo e di intolleranza va combattuta con fermezza e senza ambiguità». Ricordare «è un dovere di tutti affinché una tragedia simile non si ripeta mai più», ha scritto sulla sua pagina Facebook il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Giovanni Legnini. E sulla stessa lunghezza d'onda è l'Udu, la Rete degli studenti medi: «Il 27 gennaio deve essere tutto l'anno». Intanto, mentre sui muri della capitale sono apparse nuove scritte antisemite (e due persone sono state denunciate per violazioni della legge sulla discriminazione, odio e violenza per motivi razziali), alcuni giorni fa a Lecce uno studioso di ebraismo è stato minacciato di morte: «Sono molto spaventato», ha ammesso.

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