Attualità

Quando la tonaca al volante era spunto per scommettere

di Riccardo Scarpa La superstizione popolare riteneva che incontrare per strada una suora, peggio un gruppo di suore, fosse l'auspicio di una giornata storta. Al contrario imbattendosi in un prete,...

L a superstizione popolare riteneva che incontrare per strada una suora, peggio un gruppo di suore, fosse l'auspicio di una giornata storta. Al contrario imbattendosi in un prete, si poteva giocare al lotto con buona possibilità della vincita ricca se il religioso fosse, in aggiunta, leggermente gobbo. Credenze un po’ sciocche, di sapore medievale, vaga espressione di una specie di maschilismo religioso, che non ha più ragione di essere oggi che suore e preti vivono con tutti noi il tempo della modernità, che li vede oltre che in abbigliamenti meno tradizionali e castigati, anche più spesso al volante di auto con cilindrate neppure troppo contenute. «A sore’, ma chi t’ha dato la patente?» oppure «Padre, te la ricordi la precedenza a destra?» sono espressioni che sempre più spesso automobilisti laici e automobilisti/e in tonaca si scambiano nel convulso traffico delle nostre città. Per la verità, della seconda categoria non sempre incontriamo guidatori o guidatrici esperti, ma al contrario di noi laici, che crediamo in maggioranza di non fare errori al volante, gli ecclesiastici sanno organizzarsi e perciò non vanno solo a scuola guida, ma addirittura in pista a Vallelunga per imparare come controllare l'auto nelle situazioni più pericolose. «Abbiamo scelto religiosi per le lezioni di guida sicura perché sono persone sensibili alla tutela della vita - spiega Monika Jakiela, titolare della Dma Servizi che organizza i corsi con l'Aci - gli incidenti stradali in cui sono coinvolti immigrati e stranieri sono quasi 90 al giorno, con 141 feriti e diversi morti: il costo sociale che, italiani e non, devono sostenere supera i 4,2 miliardi di euro l'anno». Preti e suore sprint, dunque, non più da guardare con sospetto, ma con fiducia. Una risposta allo sceicco degli Emirati Arabi, Al Luhadayan, secondo il quale «per le donne guidare danneggia le ovaie e fa ruotare il bacino, in pratica le rende sterili». Lo ha clamorosamente smentito a Rieti suor Roxana, che non solo guida l’automobile, ma nei giorni scorsi ha persino dato alla luce un bel bambino, Francesco Alessandro, tre chili abbondanti, scambiando le doglie per una colica renale.

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.