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Internet? Un dono di Dio se favorisce l’incontro

Andrea Acalia.acali@iltempo.it Internet è un dono di Dio. A patto favorisca le occasioni di incontro. Parlando dei mass media, Papa Francesco usa un paragone singolare nel suo messaggio per la...

Internet è un dono di Dio. A patto favorisca le occasioni di incontro. Parlando dei mass media, Papa Francesco usa un paragone singolare nel suo messaggio per la Giornata mondiale delle comunicazioni sociali sul tema «Comunicazione al servizio di un’autentica cultura dell’incontro»: quello del buon samaritano della parabola. «L’icona del buon samaritano, che fascia le ferite dell’uomo percosso versandovi sopra olio e vino, ci sia di guida - spiega il Pontefice - La nostra comunicazione sia olio profumato per il dolore e vino buono per l’allegria. La nostra luminosità non provenga da trucchi o effetti speciali, ma dal nostro farci prossimo di chi incontriamo ferito lungo il cammino, con amore, con tenerezza. Non abbiate timore di farvi cittadini dell’ambiente digitale. È importante l’attenzione e la presenza della Chiesa nel mondo della comunicazione, per dialogare con l’uomo d’oggi e portarlo all’incontro con Cristo: una Chiesa che accompagna il cammino sa mettersi in cammino con tutti. In questo contesto la rivoluzione dei mezzi di comunicazione e dell’informazione è una grande e appassionante sfida, che richiede energie fresche e un’immaginazione nuova per trasmettere agli altri la bellezza di Dio». Il Papa sottolinea che «quando la comunicazione ha il prevalente scopo di indurre al consumo o alla manipolazione delle persone, ci troviamo di fronte a un’aggressione violenta come quella subita dall’uomo percosso dai briganti e abbandonato lungo la strada. In lui il levita e il sacerdote non vedono un loro prossimo, ma un estraneo da cui era meglio tenersi a distanza. A quel tempo, ciò che li condizionava erano le regole della purità rituale. Oggi, noi corriamo il rischio che alcuni media ci condizionino al punto da farci ignorare il nostro prossimo reale. Non basta passare lungo le "strade" digitali, cioè semplicemente essere connessi: occorre che la connessione sia accompagnata dall’incontro vero. Il desiderio di connessione digitale - avverte il Papa - può finire per isolarci dal nostro prossimo, da chi ci sta più vicino. Senza dimenticare che chi, per diversi motivi, non ha accesso ai media sociali, rischia di essere escluso». Ma il discorso del Papa non è rivolto solo al mondo della Chiesa. Come ha sottolineato nella presentazione il presidente del Pontificio consiglio delle comunicazioni, mons. Claudio M. Celli, la prima parte del messaggio «si rivolge al mondo laico: «Il Papa offre delle riflessioni valide anche per coloro che non hanno fatto un’opzione religiosa nella propria vita ma che ugualmente sono chiamati a percepire o già sentono la profonda valenza umana del mondo della comunicazione. Le tecnologie - ha aggiunto - fanno il mondo più piccolo ma gli uomini hanno più difficoltà a comunicare tra loro». L’arcivescovo spiega che non mancano «limiti all’attuale cultura digitale» ma, come afferma il Papa, tali limiti «non giustificano un rifiuto dei media sociali; piuttosto ci ricordano che la comunicazione è, in definitiva, una conquista più umana che tecnologica».

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