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Riciclaggio e falso, nuovo arresto per Scarano

La Finanza: il monsignore è una persona inquietante, uomo di Chiesa dedito alla vita mondana

«Nunzio Scarano è una persona inquietante, è un alto prelato e formale uomo di chiesa del Vaticano eppure soggetto dedito alla vita mondana. In grado di distribuire i generi alimentari ricevuti per scopi caritatevoli tra amici e parenti». Ecco come la magistratura romana definisce l’ex contabile dell’Apsa, l’amministrazione del patrimonio della sede Apostolica, che ieri ha ricevuto un’altra ordinanza di custodia cautelare insieme con don Luigi Novi, Tiziana Cascone, commercialista, e Bruno Frauenfelder, notaio, sottoposto a divieto temporaneo di esercitare l’attività professionale. La procura di Roma, a seconda delle posizioni processuali, ha ipotizzato i reati di concorso in riciclaggio e falso in atto pubblico. Nelle oltre 100 pagine di provvedimento restrittivo, vengono riportate intercettazioni tra gli indagati e vengono ricostruiti i passaggi di denaro che avrebbe compiuto monsignor Scarano in maniera illecita da una banca all’altra e, soprattutto, le compravendite di immobili in maniera illecita. A portare avanti le indagini sono stati gli uomini della Guardia di Finanza, che avrebbero accertato, tra l’altro, «finte donazioni» per milioni di euro da società off shore e transitati su conti dello Ior, Istituto per le Opere religiose, nella disponibilità di Scarano. Le indagini dell Fiamme Gialle sono partite dagli accertamenti avviati dopo il furto subito dal monsignore, tra il 26 e il 29 gennaio 2013, in un immobile di sua proprietà a Salerno. Dalle indagini sono emerse rilevanti disponibilità economiche movimentate da Scarano e impiegate, nel corso degli anni, in iniziative immobiliari e societarie sul territorio salernitano. Da qui le indaini hanno portato a ipotizzare un giro di denaro «in nero» da parte degli indagati. Gli investigatori di Salerno hanno dunque sequestrato immobili e denaro per 6,6 milioni di euro nei confronti di Scarano e degli altri indagati. In particolare, al monsignore sono stati sequestrati 2,2 milioni di euro che si trovavano in un conto corrente e 10 sottoconti presso lo Ior, un prestigioso appartamento a Salerno e due conti correnti a Roma, uno intestato al religioso con connesso deposito titoli e un altro intestato a una società di cui Scarano detiene il 99% delle quote. «Monsignor Scarano è molto prostrato per questo fulmine a ciel sereno. Faremo subito ricorso al Riesame». È quanto fa sapere il suo difensore, l’avvocato Francesco Caroleo Grimaldi, che manifesta «sorpresa per questo provvedimento restrittivo legato a fatti già oggetto di investigazione di quasi un anno fa e per i quali il pm aveva disposto l’interrogatorio, che poi non è stato mai effettuato».

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