Cancellate le Foibe. È questa un’altra amara novità che arriva dal Campidoglio e denunciata dal capogruppo FdI Fabrizio Ghera e dall’ex sindaco Gianni Alemanno. Budget ristretto per il bilancio previsionale 2014, il primo di fatto politico targato Ignazio Marino. La delibera che propone l’azzeramento dei viaggi della memoria delle scuole capitoline per quanto riguarda le Foibe e il dimezzamento ad Auschwitz, è arrivata ieri in commissione Scuola. Ed è squisitamente politica. Lo aveva del resto annunciato il vicesindaco di Roma Capitale, Luigi Nieri (Sel) pochi mesi fa, dichiarando «le Foibe verranno ricordate da altre città». Una "profezia" messa ora nero su bianco e che ha sollevato gli scudi del centrodestra capitolino, che sottolinea come proprio nella Capitale vive una comunità dalmata - giuliana - istriana di tutto rilievo e che esiste una legge nazionale che impone il ricordo degli infoibati. Un ricordo, va sottilineato, tenuto ben nascosto nel cassetto dell’istruzione italiana per oltre mezzo secolo. Il Campidoglio, in una nota dell’assessore alla Scuola, Alessandra Cattoi, smentisce, ma non troppo. O meglio non tutto. La parte sconfessata chiaramente è quella dei viaggi ad Auschwitz: «Non c’è nessuna intenzione da parte dell’Amministrazione di dimezzare i fondi per il viaggio ad Auschwitz per il 2014». Mentre, per quanto riguarda le Foibe l’assessore capitolino si limita a rassicurare sull’«intenzione dell’Amministrazione di onorare il ricordo della tragedia delle foibe. Impegno espresso anche nella Memoria di Giunta approvata lo scorso 1° agosto per far conoscere agli studenti della nostra città le pagine più drammatiche della storia del XX secolo, fra le quali anche il dramma delle foibe e l’esodo di migliaia fra istriani, fiumani e dalmati. Ho dunque da tempo provveduto a incontrare la Società di Studi Fiumani con cui stiamo riflettendo sulle modalità più opportune sia per celebrare con le scuole romane il Giorno del Ricordo. Inoltre ho confermato, con piacere - ha concluso la Cattoi - la mia presenza al tavolo tecnico per seguire le fasi di attivazione della Casa del Ricordo». Del viaggio però nessuna menzione. Un’omissione che nel XXI secolo non ha più ragione di esistere. Una conferma di quanto la «cultura» di Sel si stia lentamente - ma non troppo - impadronendo dell’indirizzo politico di Roma Capitale. Non solo la contrarietà al ricordo delle Foibe, espressa a mezzo stampa, ma anche il riconoscimento delle Unioni civili. L’accelerazione dell’istituzione del registro - che ricordiamo non ha alcun valore legale - approvata in commissione ha sollevato pesanti perplessità in Vaticano. Un monito arrivato forte e chiaro in Campidoglio, dove ieri la riunione dei capigruppo ha soprasseduto sull’iscrizione all’ordine dei lavori dell’Assemblea capitolina. Il voto in consiglio comunale darebbe infatti il via libera definitivo al riconoscimento, seppure non legale, alle coppie di fatto, etero e omo. Uno «slittamento» che ha innervosito Sel, il partito dei vendoliani che sempre ieri con il vicepresiente della Regione, Massimiliano Smeriglio, ha proposto una «cabina di regia» per risolvere i nodi capitolini. Una proposta che ha innervosito non poco il Pd capitolino, sia per l’ingerenza di un partito da molti considerato «sovrastimato», sia perché la «cabina di regia» esiste eccome con tanto di coordinatore della maggioranza. Il problema dunque non è la forma ma la sostanza di un’attività politica che ha svoltato sì ma tutto a sinistra.
Marino "cancella" le Foibe
Problemi di budget per il Campidoglio che elimina i viaggi in Istria. Su Auschwitz invece ci ripensa e smentisce le denunce del centrodestra
