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La baby squillo aveva anche un intermediario

È accusato di aver messo in contatto la ragazzina con il sedicente manager Guidotti

Dopo il manager anche l’intermediario. Si complica la storiaccia della baby squillo che si prostituiva nella Roma bene. La studentessa di 15 anni sembra sia stata abbindolata da Glaudio Guidotti, il cinquantacinquenne di Capena, sabato scorso arrestato dalla Squadra mobile perché nell’estate di un anno fa l’ha adescata con la promessa di fare la modella. Ma pare che la giovanissima sia arrivata a lui attraverso il ruolo di un altro, un adulto ora indagato per induzione e sfruttamento della prostituzione minorile, nella lista dei sospettati assieme a una decina di soggetti invischiati in un presunto traffico di droga che viaggiava in parallello al sesso a pagamento, partito di due spacciatori di Monteverde. Secondo l’accusa portata avanti dal pm Antonio Caleresu, del pool di magistrati che si occupa di reati sessuali, coordinato da Maria Monteleone, sarebbe stato l’anima nera che ha portato la ragazzina agli incontri proibiti con professionisti, imprenditori e vip della Capitale. È un soggetto che l’adolescente conosceva già. Aveva fiducia in lui e le sue decantate frequentazioni di "lavoro" le davano quasi la sicurezza che le parole che lui diceva sarebbero state foriere di successo. Invece le cose sono andate diversamente. Stando agli investigatori della Mobile di Renato Cortese, l’indagato avrebbe promesso un contatto con Guidotti spacciandolo come la persona che avrebbe realizzato i sogni della ragazzina, finendo invece per coinvolgerla in un giro di prostituzione, allargato almeno ad altre tre ragazze maggiorenni, tutte con annuncia sul sito Internet «Bachecha incontrii». E pare che nemmeno sia stato difficile farle compiere il balzo. La piccola era seguita da un assistente sociale per problemi scolastici e legati alla droga. Quindi farle apparire le cose in modo seducente dovrebbe essere stato facile per l’intermediario prima e il manager poi. Peraltro gli incontri "bollenti" della quindicenne erano concentrati nel fine settimana, per consentirle di frequentare la scuola durante gli altri giorni e vivere la sua seconda vita segreta nelle rimanenti 48 ore: 200 euro a rapporto sessuale, soldi guadagnati in fretta, che potevano arrivare anche a mille, sborsati dai clienti che lei incontrava a casa loro o in auto, accompagnata da Guidotti, entrambi pedinati e fotografati dai poliziotti della Mobile. Tanti, troppi euro nelle tasche di una ragazzina, che hanno spinto l’assistente a riferire la stranezza alla madre, la quale aveva già notato l’insolito nervosismo della figlia, vista pure in compagnia di uomini grandi, e quindi ha deciso di denunciare tutto alla polizia. Domani l’interrogatorio di Glauco Guidotti.

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