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Così spiavano il governatore Zingaretti

Registratore abusivo scoperto in una poltrona dell’ufficio di presidenza Gli investigatori: "È artigianale ma poteva trasmettere all’esterno"

Il diretto interessato, anzi il presunto spiato, lo ha fatto sapere con una nota. «Nella giornata di sabato, nel corso di una periodica verifica delle difese fisiche ed elettroniche a tutela della privacy e della sicurezza degli uffici della Presidenza, è stato rinvenuto dentro una poltrona della sala riunioni un complesso apparato elettronico», è scritto nel comunicato del governatore del Lazio, che precisa come il «complesso apparato» fosse «idoneo all’ascolto e alla registrazione ed atto alla trasmissione all'esterno». Il comunicato di Nicola Zingaretti, che definisce il ritrovamento «inquietante», prosegue rendendo noto che «la Regione ha ovviamente informato» della cosa i carabinieri e la Procura. E in mattinata il presidente Zingaretti ha incontrato il procuratore capo Giuseppe Pignatone, il quale ha disposto l’apertura di un fascicolo d’indagine. Secondo gli esperti, la cimice non è di quelle in uso alle «polizia giudiziaria» romana, che «hanno dimensioni contenute e una tecnologia più avanzata». La microspia è stata scoperta durante una bonifica ambientale di routine e Zingaretti ha precisato che era «in un posto dove si prendono decisioni importanti» e di non avere sospetti su chi possa averla installata. A piazzale Clodio si sottolinea che, sebbene sia idonea all'ascolto e alla registrazione, «risultava spenta». E non avrebbe alcun punto di contatto con quelle trovate nell'aprile di tre anni fa dall’allora presidente Renata Polverini nel suo ufficio e riconducibili, come si è saputo solo da pochi giorni, all'attività investigativa della procura di Velletri, che indagava sulla gestione illecita del traffico di rifiuti solidi urbani. La procura di Roma, comunque, ha intenzione di disporre una consulenza tecnica per individuare la provenienza della «cimice» e la sua datazione. «Non ho sospetti su alcuno - ha dichiarato il governatore democratico - sono tranquillo, non fa piacere avere il sospetto di essere spiati ma se l’obiettivo era intimidirci hanno capito male. Da quando siamo arrivati, abbiamo fatto una battaglia per la trasparenza, per il rigore, con la centrale unica degli acquisti per mettere trasparenza negli acquisti della Regione, per le gare d’appalto, la rotazione dei dirigenti interni, la chiamata di tanta gente nuova, decisioni importanti che richiedono un livello di privacy dovuta che evidentemente a qualcuno dà fastidio». Sarà dato a un tecnico il compito di accertare l’efficienza e la portata del «complesso apparato artigianale». Pignatone per il momento non ha ancora stabilito se affidare gli accertamenti al gruppo che fa capo all’aggiunto Giancarlo Capaldo. Quanto alle ipotesi di reato potrebbero essere quelle di interferenza in vita privata altrui e installazione abusiva di apparecchiature atte ad intercettare. Comunque queste saranno formulate dopo il rapporto che sarà inviato dai carabinieri al magistrato. La notizia, naturalmente, ha provocato numerose reazioni politiche bipartisan. «Voglio rivolgere al presidente Zingaretti la completa vicinanza mia e di tutto il gruppo consiliare di Forza Italia in Regione», ha dichiarato il capogruppo regionale di Fi Luca Gramazio. E qualcuno, come ad esempio, il coordinatore nazionale di Cantiere democratico, Stefano Pedica, «visto come è andata prima con Polverini e ora con Zingaretti», propone a «chi di competenza a cambiare la società che gestisce la sicurezza».

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